No a un ulteriore investimento, ma la volontà di includere Alitalia come partner strategico. È questo l’invito che rivolge Anne Rigail, amministratrice delegata di Air France, dalle pagine del Corriere della Sera alla compagnia di bandiera. «Alitalia si unisca ad Air France, Delta Air Lines e Virgin Atlantic nella nuova joint venture transatlantica». Un’adesione che porterebbe Alitalia a entrare come partner di secondo livello, ma che per l’ad “non sarebbe comunque di 2° livello”.
A maggio è scaduta la precedente alleanza tra le due compagnie. Di ulteriori investimenti di Air France non se ne parla, soprattutto in questo periodo storico complicato in cui la preoccupazione principale è la sopravvivenza delle aziende. Ma all’orizzonte c’è la possibilità di unirsi alla nuova triplice alleanza stipulata da Air France, Delta e Virgin.
«Stiamo affrontando una crisi lunga e incerta: nessuno può prevedere i tempi della ripartenza, ad agosto abbiamo volato con il 70% della capacità di un anno fa sulle rotte nazionali, il 55% su quelle di medio raggio, mentre per le diverse restrizioni l’intercontinentale non è andato oltre il 30%. I ricavi sono scesi del 70%».
Numeri a cui l’economia in epoca pandemica ci ha abituati. Ma lo scenario di una seconda ondata non può fermare nuovamente l’Europa e il mondo. Il mondo del trasporto aereo lo sa bene e per questo medita su soluzioni per tornare a una nuova normalità, ma in sicurezza.
«Prima di avere un vaccino potremmo riaprire alcune rotte con test rapidi come state sperimentando a Milano e Roma. Una maggiore armonizzazione delle misure sanitarie e delle restrizioni in Europa è però un prerequisito per la ripresa».
Le perdite giornaliere di Air France si attestano sui 10 milioni al giorno, i rimborsi effettuati dalla compagnia transalpina superano il miliardo di euro, tra quelli già erogati e quelli ancora da erogare. Lo scenario del mercato è inedito e rimette sui nastri di partenza tutte le compagnie allo stesso livello. Ma se da un lato questa crisi sanitaria ed economica ha dilapidato miliardi di euro nelle aziende, dall’altro potrebbe essere un’opportunità per cambiare in meglio.
«Penso che soltanto i vettori che sapranno trasformarsi profondamente potranno continuare a volare. Bisogna sopravvivere a questa lunga crisi ed essere pienamente competitivi quando sarà il momento di ripartire. Del resto è anche una condizione del governo francese in cambio dei 7 miliardi di euro di prestito: sostenibilità e competitività. Per questo abbiamo avviato la ristrutturazione».
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