Il rilancio del Paese non può prescindere dalla contrattazione e da un ruolo forte delle parti sociali. E il primo passo da fare è quello di riformare e rinnovare i contratti. Lo afferma il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, intervistata da Maurizio Tropeano per La Stampa. Bonomi ha parlato della necessità di firmare contratti rivoluzionari lasciando intendere la volontà di una riforma radicale.
Che cosa è successo in quelle tre ore?
«Ci siamo ritrovati d’accordo su alcuni concetti fondamentali a partire dal fatto che le parti sociali devono contribuire a creare le condizioni positive, soprattutto visto il momento che stiamo affrontando, per la ripartenza dell’Italia – dice Furlan – E insieme vogliamo partecipare attivamente al confronto con il governo per definire le priorità d’intervento per il rilancio del Paese».
Segretario, va tutto bene, ma i 13 milioni di lavoratori in attesa di un nuovo contratto si aspettano risposte e, soprattutto, soldi in busta paga. Che novità ci sono?
«Novità positive. Il presidente Bonomi si è assunto la responsabilità di agevolare, aiutare, sostenere il rinnovo del contratto della sanità privata. Si tratta di un fatto importante ed è un buon inizio per il confronto negli altri comparti anche perché ieri c’è stata la conferma da parte di Confindustria del Patto per la Fabbrica».
Tutto bene, allora?
«Io spero che questo sia il primo passo di una lunga serie di incontri. Partiamo dalla sanità, poi, ci sono tavoli già aperti e altri li dovremo aprire. Dal mio punto di vista è fondamentale che questa sia la stagione del rinnovo dei contratti».
Quali sono le priorità di industria e sindacati?
«Abbiamo già presentato le nostre priorità agli stati generali. Per titoli: servono investimenti su formazione, innovazione, ricerca e infrastrutture e anche nel sistema sanitario utilizzando il Mes. Abbiamo letto che ogni ministero sta lavorando alle sue proposte che mi sembrano davvero tante. Adesso ci aspettiamo che Palazzo Chigi ci convochi, come abbiamo chiesto alla fine di luglio ma senza, almeno fino ad oggi, avere una risposta positiva. Incontreremo i singoli ministri ma la cabina di regia è la presidenza del Consiglio».
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