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Anna Mareschi Danieli (presidente Confindustria Udine): «La manovra è ancora emergenziale e non di rilancio»

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Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine, si è espressa sulla legge di Bilancio 2021, durante il primo incontro di approfondimento a livello nazionale sul tema promosso a palazzo Torriani dagli Industriali friulani, in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Udine e con l’Associazione nazionale tributaristi italiani (Anti). 

«La manovra ci dice che, dal punto di vista della visione e dei provvedimenti adottati, siamo ancora in fase di emergenza, non di ripartenza. Infatti, salvo alcune misure positive, gli interventi di più lungo periodo sulla crescita e la competitività del sistema industriale appaiono ancora deboli e le principali scelte, di fatto, sono rinviate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Nella manovra risorse significative sono state destinate alla proroga degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid, come l’istituzione di un Fondo per il sostegno delle attività produttive più colpite dalla pandemia, la proroga e il rifinanziamento delle misure di sostegno alla liquidità e alcuni (limitati) interventi in favore della patrimonializzazione delle imprese. «In proposito, anche grazie all’intervento di Confindustria, alcune modifiche apportate nel corso dell’esame parlamentare hanno migliorato questo impianto, nell’ottica di un più efficace sostegno alle attività produttive in questa fase di crisi, pur senza aver del tutto risolto alcuni nodi problematici che pure erano stati segnalati».

Mareschi Danieli analizza poi le misure fiscali di rilancio, come il Piano Transizione 4.0 che comprende i crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, la ricerca sviluppo e innovazione e per la formazione 4.0. Ma che esclude alcuni interventi proposti da Confindustria. «Come di consueto non si può non stigmatizzare come la Manovra economica sia stata gravata, nel corso dell’iter parlamentare, di numerose misure di breve respiro; così facendo, sono state assorbite ingenti risorse economiche che avrebbero potuto essere più proficuamente utilizzate per interventi maggiormente orientati alla ripresa economica. In ogni caso, è necessario che nelle prossime settimane, anche in vista della concreta definizione e attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si delinei un intervento organico di politica economica».

Parole positive del presidente Mareschi Danieli sul settore automotive. «Apprezzabili le misure introdotte in sede parlamentare per il sostegno all’automotive, un comparto fondamentale per la nostra economia, che ha subito perdite ingenti a causa della pandemia. Sempre nell’ottica di rilancio della domanda e dei consumi interni, sono positive la proroga di 2 anni del super bonus 110% e l’innalzamento da 10 a 16 mila euro dell’importo complessivo sul quale calcolare la detrazione al 50% prevista dal bonus mobili».

La presidente di Confindustria Udine si sofferma sulla riforma fiscale che si prospetta. «La riforma fiscale dovrebbe porsi come finalità principale quella di sostenere la crescita della nostra economia incentivando l’offerta di lavoro e l’attività d’impresa muovendo verso una ricomposizione del prelievo fiscale a beneficio dei fattori produttivi. Le linee di riforma del Fisco emerse sin qui rappresentano invece l’ennesimo esempio della sottovalutazione del ruolo delle imprese».

«Bisogna sentire e coinvolgere le imprese, che rappresentano l’unica leva per risollevare le sorti economiche del nostro Paese. È la manifattura che ha tenuto a galla in Paese negli anni di crisi e, più di recente, durante la pandemia. E l’impresa deve essere al centro delle scelte per il Recovery Plan. Ma i soldi, da soli, non bastano: bisogna affrontare i colli di bottiglia strutturali che negli ultimi decenni hanno fatto dell’Italia un paese a bassa crescita, bassissima produttività, demografia negativa, un reddito medio ritornato a 26 anni fa. Gap competitivi del sistema Paese che l’impresa purtroppo conosce bene, perché abituata a reggere le sfide dei mercati internazionali. Non possiamo perdere l’enorme opportunità che questa crisi ci ha messo davanti», ha concluso Mareschi Danieli.       

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