“Perché la questione del Mes è praticamente scomparsa dai radar politici del Paese?”. Se lo chiede sul Corriere della Sera Angelo Panebianco, secondo il quale è assurdo che nel momento in cui ripartono i contagi non possiamo disporre di una massa di denaro utilizzabile per fronteggiare la nuova sollecitazione del sistema sanitario.
“Il movimento «NoMes» – spiega Panebianco – è stato fino ad oggi vincente per tre ragioni. In primo luogo, perché, in politica, quando la razionalità si scontra con l’identità, la razionalità esce di solito sconfitta. In secondo luogo, perché nelle democrazie parlamentari i numeri contano e il partito più forte della coalizione di governo prevale quasi sempre quando è in gioco ciò che esso considera un «valore non negoziabile», ossia qualcosa su cui quel partito ha deciso di giocarsi l’identità di fronte agli elettori. In terzo luogo, perché il partito più debole della coalizione di governo può spuntarla contro tali valori non negoziabili solo se dispone di un potere di ricatto e il Pd non può nemmeno minacciare (credibilmente) una crisi di governo.
Ma quali sono le ragioni attuali dell’opposizione 5 Stelle al Mes? Possiamo forse solo dire che la storia pesa. Per molto tempo il Mes è stato per il M5S una specie di bestia nera. Dopo aver a lungo spiegato ai suoi elettori e militanti quanto brutto e cattivo fosse il Mes, diventa poi difficile dipingerlo come bello e buono. Soprattutto se i tanti compromessi hanno intaccato l’originaria purezza ideologica del M5S. Forse chi governa potrebbe trovare qualche gabola che permetta di ricorrere al Mes fingendo di fare tutt’altro. Oppure bisogna lasciar perdere, non pensarci più. In quest’ultimo caso, sarebbe una cosa gentile se il primo ministro dicesse, sull’argomento, qualche parola chiara ai cittadini”.
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