“La straordinarietà dell’attuale situazione sia in termini economici, sia in termini di imprevedibilità non ci consente di limitarci ad azioni ordinarie per il contenimento dei costi ma impone un drastico intervento a salvaguardia del perimetro occupazionale, del patrimonio aziendale e, a cascata, di tutto l’indotto di riferimento”.
Lo ha detto l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, che ieri ha convocato i vertici dell’azienda per annunciare la sua “ferma intenzione” di “intraprendere un percorso, certamente non facile, di efficientamento che riguarda molteplici aspetti (organizzazione del lavoro, infrastrutture, modelli produttivi, patrimonio immobiliare) e di razionalizzazione dell’offerta complessiva”.
La Rai, ha spiegato Salini, “risente di un contesto esterno estremamente critico sotto ogni profilo. È inutile ricordare che gli impatti dell’emergenza sanitaria si ripercuotono inevitabilmente su ogni segmento di mercato, incluso il nostro settore di riferimento”.
Ma nello stesso tempo “alla nostra azienda vengono e verranno richiesti sforzi ulteriori per supportare l’economia del mercato audiovisivo e, più in generale della cultura e del Servizio Pubblico. Un compito che assolviamo sempre, che in questi mesi abbiamo assolto con eccellenza, passione e professionalità dando ancora una volta una dimostrazione di quello che la Rai, in quanto destinataria di risorse pubbliche derivanti dal canone, sa fare. E certamente non potevamo e non potremo sottrarci a tale chiamata”.
Ai dirigenti della Rai Salini ha anche detto che l’intenzione è quella di “interpretare questa fase come un’occasione unica per adottare con voi scelte strategiche strutturali che, in un contesto di normalità, sarebbero di ancor più difficile attuazione ma che, invece, sono in grado di dare alla Rai una prospettiva futura solida e adeguata alla realtà che viviamo e vivremo nei prossimi anni. Non possiamo permetterci in generale, ma tanto più in questa fase, una Rai che non sia perfettamente sintonizzata con la realtà che il Paese sta vivendo”.
“Come detto, cominceremo assieme attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto permanente per individuare le principali linee di intervento da declinare in progettualità specifiche e da attuare in concreto con tempistiche coerenti con gli obiettivi che intendiamo raggiungere”.
“Dobbiamo anticipare gli eventi e guidare questo cambiamento. Strettamente connesso a questo è la ridefinizione del Piano Industriale. Preciso che credo fortemente nell’utilità e nella valenza dell’impianto strategico del nostro Piano Industriale e sono decisamente convinto che quanto in esso definito costituisca tanto più oggi un percorso ineludibile di trasformazione della RAI nello scenario evolutivo del mercato di riferimento”.
“Ciò che naturalmente deve essere rimodulato è la tempistica di implementazione in conseguenza del blocco di tutte le attività interne ed esterne”.
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