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[Lo scenario] L’America vuole Draghi al Quirinale, la Russia no. Ecco chi vuole stabilità in Italia e chi no

L’ipotesi Draghi presidente della Repubblica vista dalla Cina e dalla Russia, ma non solo. Il sinologo Francesco Sisci traccia all’Adnkronos possibili reazioni da un fronte a un altro, con uno sguardo anche all’America, all’Europa e all’Inghilterra. “In generale la Cina non ha la tradizione di infilarsi nella politica italiana, schierandosi con uno contro un altro o viceversa: che io sappia fino ad ora non lo ha mai fatto, non è mai entrata in queste cose – spiega – Però, certo, con i governanti cerca di stabilire buoni rapporti.

Con i predecessori di Mario Draghi aveva dei rapporti molto buoni, forse anche eccessivamente buoni; con questo governo si è andati su un binario diverso. Sappiamo che Draghi ha cercato di avere Xi Jinping per il G20 straordinario, anche in teleconferenza, e lui non è arrivato, addirittura c’è stata una telefonata che non è andata molto bene. Ci sono due problemi: la diffidenza ormai della Cina verso l’Italia per le troppe promesse fatte e il fatto che Draghi ha sterzato su certe politiche in passato troppo facilone sulla Cina”.

“La questione russa è molto più complicata. La Russia ha uno storico rapporto con l’Italia che dal dopoguerra ad oggi ha ospitato il più grande partito comunista e filosovietico dell’Occidente. C’è un rapporto molto consolidato che con Putin – prosegue Sisci – si è allargato a certi settori anche della destra. I russi sono ecumenici, si allargano dove possono e Draghi non è in questa cerchia.

Non solo. Oggettivamente, al di là di quello che i russi intenzionalmente fanno o non fanno, oggi hanno interesse al caos in Italia. Sono impegnati in Ucraina, dove la situazione è molto delicata: se Putin non usa le sue risorse in Ucraina fa una brutta figura, se tenta invadere l’Ucraina si scatena una guerra civile. In questa situazione estremamente difficile, in cui non si sa come Putin possa uscire salvando la faccia, se ci fosse caos, confusione in Italia, questo potrebbe alleggerire la pressione su Mosca. Un Draghi che va da palazzo Chigi al Quirinale è una garanzia di minore confusione e non è nell’interesse dei russi”.

E aggiunge: “Viceversa, l’America, l’Europa e l’Inghilterra hanno un interesse contrario, alla stabilizzazione dell’Italia, proprio per non avere un fronte scoperto alle spalle, ora che devono affrontare la questione dell’Ucraina e della Russia, l’inflazione e gli aumenti dei prezzi di gas ed energia, la guerra fredda con la Cina. Il caos in Italia li distrae.

Un Draghi al Quirinale – ribadisce il sinologo – va incontro agli interessi di America, Europa e Inghilterra. Una situazione caotica intorno all’elezione del presidente della Repubblica favorisce oggettivamente la Russia. La Cina è distante, più neutrale, non a favore di Draghi ma nemmeno contro. Ci sono due agende separate tra Cina e Russia”

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