Meno coperture e premi più salati. La pandemia ha complicato la vita alle imprese, anche per colpa dei prezzi delle polizze, alle stelle nell’ultimo anno, per coprirsi dai rischi legati alla loro attività. A elaborare la rilevazione è l’Anra, l’associazione che raccoglie i risk manager che lavorano per le medie e grandi aziende che operano in Italia, per esempio Leonardo, Saipem o Enel, ma anche Prysmian, Avio o Autogrill.
Più dell’80% dei risk manager, contattati dall’associazione presieduta da Alessandro De Felice, ha dichiarato che nell’ultimo anno le condizioni del mercato assicurativo sono chiaramente peggiorate. A partire dal mercato delle D&O, le polizze che offrono coperture per la responsabilità di amministratori, sindaci e più in generali dei dirigenti, arrivando in qualche caso ad un raddoppio dei premi richiesti. Su anche le polizze di assicurazione del credito, nonostante le contromisure messe in atto dal governo, con la garanzia sulle perdite offerta da Sace gli assicuratori e pure nel ramo property e di interruzione di attività, dove le assicurazioni, in molti casi, hanno aggiunto clausole esplicite nei contratti per fugare ogni dubbio sul fatto che le coperture non valgono in caso di pandemia. Non solo dati negativi, emergono dalle rilevazioni dell’Anra. Cresce, infatti, la specifica estensione delle coperture per il rischio cyber in varie polizze, a partire dai trasporti al property, passando per le D&O.
Il fenomeno più clamoroso è quello che riguarda le coperture D&O, dominato da Aig, Chubb, Zurich ed Allianz, come sottolineato dal presidente Alessandro De Felice. «Sfiora il 90% la percentuale dei risk manager che in questo settore si sono trovati ad affrontare un mercato assicurativo stravolto in termini di costi, condizioni offerte e capacità di sottoscrizione».
Sfiora il 30% infatti la percentuale dei risk manager costretti ad accettare per la propria azienda condizioni di assicurazione meno ampie, più massimali di polizza più limitati di polizza ed un aumento del livello di ritenzione, le cosiddette franchigie e scoperti, ovvero la parte del sinistri che resta a carico dell’assicurato cliente assicurativo. Ma queste tensioni sui prezzi non riguardano solo l’Italia e non riguardano esclusivamente il Covid.
«C’è un aumento generalizzato della litigiosità e cresce quindi il rischio per gli amministratori che hanno realizzato per esempio operazioni di finanza straordinaria, ma mentre negli Stati Uniti ad un aumento delle cause ha corrisposto anche un aumento dei sinistri in Italia l’effetto in gran parte è stato limitato ad un aumento delle riserve sinistri delle compagnie, che nel frattempo hanno però aumentato i prezzi delle polizze».
Per quanto riguarda la linea delle polizze Property Damage & Business Interruption, cioè interruzione di attività, gli effetti del mercato sono prevalentemente riconducibili all’aumento dei premi mentre restano sostanzialmente stabili le condizioni di assicurazione e la capacità di sottoscrizione offerta. Il principale leader di mercato nei grandi rischi corporate in Italia resta Generali con circa il 40% dei programmi sottoscritti, seguito da altri operatori che si spartiscono il resto, come FM Global, Hdi Global, Cattolica e Chubb.








