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Aldo Cazzullo (Corriere): «L’Europa ha commesso un errore clamoroso sui vaccini e adesso deve rimediare»

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“A poco più di un anno dall’arrivo del Covid, si profila un fallimento clamoroso dell’Europa sui vaccini”.

E’ impietoso l’attacco dell’editoriale di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera dove parla di “errori europei”.

“L’Unione dei Paesi che vantavano il miglior sistema sanitario pubblico al mondo – scrive – si sta rivelando impotente nel proteggere e immunizzare i propri cittadini. Non soltanto i regimi — che come ci siamo detti mille volte hanno mezzi che le democrazie non hanno —, ma pure gli Stati Uniti e il Regno Unito vantano oggi numeri che Germania, Francia, Italia e Spagna si sognano; per tacere del miracolo israeliano”.

“L’Europa invece è ultima in tutte le classifiche di immunizzazione. Il fallimento nasce non da uno, ma da molti errori. L’Europa ha puntato quasi tutto su un vaccino, quello di AstraZeneca, che è arrivato molto dopo quello di Pfizer, e pur avendo alcuni vantaggi — costa meno, si trasporta più facilmente — ha un’efficacia inferiore”. 

“Quando la Germania se n’è accorta, ha tentato di risolvere il problema trattando con la Pfizer per conto proprio, e di fatto rimangiandosi la strategia con cui le due donne forti del continente — la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e la cancelliera Angela Merkel — avevano impostato la campagna vaccinale”.

“Una strategia non sbagliata, anzi: muovendosi in modo coordinato, e facendo quindi massa critica, l’Europa poteva ottenere condizioni migliori, sia come prezzi sia come forniture. Ma questa strategia si basava su due presupposti: fare le scelte giuste; e restare uniti. Purtroppo entrambi i presupposti sono venuti meno”.

“Inoltre, l’Europa non si è mostrata abbastanza flessibile e reattiva di fronte all’emergenza. Finalmente ha capito di dover spendere di più e condividere quote di debito comune — anche se in una misura che si rivelerà forse insufficiente e tardiva —; ma non è riuscita a scuotersi dalla consueta complessità burocratica”.

“La soluzione non è esautorare l’Europa. È quella opposta. Fare in modo che l’Europa funzioni meglio, resti unita, sappia far valere la propria forza, imponendo alle aziende farmaceutiche il rispetto degli accordi e la condivisione dei brevetti, per poter produrre i vaccini anche nei vari Paesi”.

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