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[Lo scenario] L’Africa salverà l’Italia dal ricatto di Putin sul gas. Ecco come 

E’ l’Africa la fonte di gas che salverà l’Italia dai rischi delle forniture che arrivano dalla Russia. Sia via gasdotto per il gas metano o via nave per il Gnl (gas naturale liquefatto) proveniente da Algeria, Libia, Egitto, Congo, Angola e Mozambico, è l’Eni che potrà fornire all’Italia il necessario per coprire la maggior parte del fabbisogno per l’inverno.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha spiegato recentemente che dei 29 miliardi di metri cubi di gas che compriamo ogni anno dalla Russia, ne saranno rimpiazzati 25, mentre gli altri 4 saranno sostituiti da rinnovabili e risparmio. Nel 2022 arriveranno 4-5 miliardi di metri cubi, nel 2023 si salirà a 18 e nel 2024 si arriverà a 25. Il gas russo potrà, dunque, essere sostituito gradualmente e completamente nei prossimi tre inverni.

Il “tour del gas” del Governo

Nella ricerca di piazze alternative alla Russia per l’approvvigionamento, il “tour del gas” del governo in Africa è stato uno shopping positivo. Secondo le previsioni di Eni, che si rifornisce di gas sia per l’Italia e sia per venderlo in Europa, la prima produzione addizionale per circa 9 miliardi di metri cubi arriverà dall’Algeria, dal sistema di gasdotti tunisino e algerino Transmed, mentre capacità aggiuntiva potrebbe arrivare attraverso il Greenstream dalla Libia.

In Algeria e in Libia Eni potrà essere più rapida e svolgere anche operazioni tecniche in grado di aumentare la produzione da progetti già avviati. Produzione che potrà assicurare una copertura all’Italia già dal prossimo inverno e arrivare progressivamente tra i 9 e gli 11 miliardi di metri cubi all’anno.

A livello di Gnl, Egitto e Qatar potrebbero contribuire per circa 3 miliardi di metri cubi nel 2022 (dall’Egitto sono stati annunciati 3 miliardi di metri cubi nel 2022 complessivi per Italia ed Europa) e circa 5 miliardi di metri cubi nel 2023. Per il biennio 2023-2024 Eni potrà avere gas naturale liquefatto addizionale per circa 4,5 miliardi di metri cubi all’anno che arriverà dal progetto in Congo. Altri volumi di Gnl, finora mai quantificati, potranno arrivare da Angola e Mozambico. Quanto alla produzione “in casa” si starebbe cercando di aumentarla di circa 2 miliardi di metri cubi all’anno. 

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