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Aeroporti: sì agli aiuti di Stato per i costi della transizione green | Lo scenario

Sale l’allarme per i conti degli scali aeroportuali sotto il peso degli investimenti necessari per la transizione energetica.

A temere, scrive MF-Milano Finanza, sono soprattutto gli scali sotto il milione di passeggeri l’anno, ma il problema riguarda anche i grandi.

Gli obblighi green entrano così nel dibattito sul nuovo regolamento per gli aiuti di Stato al settore, che Bruxelles sta aggiornando dopo 10 anni.

Andando per ordine di allerta, le associazioni dei gestori aeroportuali, Aci Europe e Assaeroporti, chiedono alla Commissione Europea di garantire che gli scali più piccoli siano ancora in grado di ricevere sussidi con l’applicazione delle nuove linee guida.

A supporto, citano i numeri allarmanti dello studio sulla redditività degli aeroporti regionali europei condotto da Oxera su un campione di scali con differenti fasce di traffico in 11 Paesi: Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Romania e Slovacchia.

L’indagine, “Economic analysis of the profitability of regional airports”, è stata commissionata da Aci Europe, Assaeroporti e dalle associazioni degli aeroporti tedeschi (Adv), francesi (Uaf) e rumeni (Raa).

I risultati dello studio sono, in estrema sintesi, i seguenti: gli aeroporti con traffico inferiore a 500mila passeggeri l’anno tendenzialmente non saranno in grado di raggiungere il pareggio di bilancio prima del 2027, mentre quelli con traffico compreso tra 500mila e un milione di passeggeri l’anno, difficilmente riusciranno a conseguire un utile di esercizio “strutturale” dopo il 2027.

Gli aeroporti che nei prossimi anni supereranno la soglia di un milione di passeggeri l’anno, invece, dovrebbero riuscire a coprire i propri costi di esercizio.

Per evitare la possibile chiusura degli aeroporti regionali e il loro impatto negativo sulla connettività, nel 2023 la Commissione aveva deciso di estendere fino al 4 aprile 2027 il periodo transitorio durante il quale gli Stati membri dell’Unione possono concedere aiuti per coprire i costi operativi di questi scali, prorogando anche il regime che consente un’intensità di aiuto più elevata agli aeroporti con una capacità fino a 700mila passeggeri all’anno.

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