Quattordici Paesi Ue, tra cui l’Italia, chiedono alla Bei, la Banca europea per gli investimenti di rafforzare i finanziamenti per la sicurezza e la difesa in linea con le nuove priorità dell’Ue.
“La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha portato ad una maggiore necessità di investimenti nel settore della sicurezza e della difesa in Europa.
In questo contesto, è urgentemente necessario, tra l’altro, il potere di prestito della Bei.
Allo stato attuale, il finanziamento della Bei per la sicurezza e la difesa è, tuttavia, limitato a progetti a duplice uso.
L’Iniziativa strategica europea per la sicurezza (Sesi) della Bei e il recente Fondo azionario per la difesa del Fei sono iniziative accolte con favore, ma costituiscono solo una quota molto piccola delle attività attuali della Bei.
Dobbiamo esplorare diverse possibilità che consentirebbero alla Bei di investire in attività legate alla difesa oltre ai progetti esistenti a duplice uso”.
Si legge nella missiva firmata dai capi di Stato e di Governo di Italia, Finlandia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia.
“Ciò significherebbe discutere e rivalutare le attuali definizioni di progetti a duplice uso e l’elenco delle attività escluse, nonché’ riconsiderare la politica di prestito dell’industria della difesa e altri elementi restrittivi.
Sottolineiamo l’importanza di discutere questa questione in modo da tenere conto dell’impatto sul profilo di rischio della Bei e salvaguardare la sua base di finanziamento”, scrivono ancora i quattordici leader.
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