«Purtroppo, vicende come quella che abbiamo vissuto, così come altre in precedenza, sono viste, direi inevitabilmente, come un’opportunità dalla criminalità economica, anche di tipo organizzato, che può trovare ulteriore vantaggio sia dalle condizioni di emergenza in cui, in tali frangenti, si trova a operare la pubblica amministrazione, sia dalla condizione di debolezza del tessuto economico. In questo quadro si realizzano truffe, fenomeni corruttivi, manovre speculative, condotte collusive, abusi sia nella fase di accesso che di utilizzo delle risorse messe in campo, come è emerso dalle tante indagini alle quali ha fatto riferimento». Lo afferma Giuseppe Zafarana comandante generale della Guardia di Finanza in un’intervista al quotidiano La Repubblica.
«Quello che occorre fare, come la Guardia di finanza, anche in raccordo con i soggetti responsabili delle procedure e dell’attuazione dei presidi di prevenzione, sta già facendo, è monitorare costantemente e in modo strutturale il dispiegarsi degli interventi di spesa e di sostegno, intervenendo tempestivamente sui fenomeni fraudolenti che li colpiscono, mutevoli quanto diversi sono gli strumenti adottati», continua Zafarana.
«La gestione dell’ingente flusso di risorse pubbliche connesse al Recovery fund imporrà un delicato e non semplice bilanciamento tra semplificazione e regolazione che trova già un iniziale punto di equilibrio nell’attuale sistema normativo. Da un lato, “semplificazione” per garantire rapidità nell’erogazione della spesa e nell’esecuzione dei progetti che devono assicurare la ripresa. Dall’altro, “regolazione” per prevenire abusi e favorire il sistema dei controlli».
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