Sul Giornale, Marcello Zacché ricorda il mantra della Commissione Ue all’Italia, «meno spese correnti e più investimenti» nell’ambito del Recovery fund. «Siamo il Paese più indebitato e con i conti pubblici maggiormente fuori controllo» scrive Zacché «per quest’anno e per il 2022 il patto di stabilità ce lo consente, mentre la Bce continua a comprare i nostri Btp (è arrivata ad averne il 26%). Ma tra meno di due anni la festa sarà finita e se il Paese non avrà dato dimostrazione di saper fare solo il debito “buono”, ci volteranno le spalle tutti.»
«Il messaggio europeo di primavera è dunque chiaro. Ma bisogna anche ascoltarlo, tradurlo in pratica e declinarlo in politica perché, nell’unità nazionale che sostiene il governo Draghi, non sono tutti uguali. Quale esempio migliore di spesa corrente che conduce a debito cattivo? Sono oltre 10 miliardi l’anno che, ampiamente dimostrato da innumerevoli situazioni, hanno avuto ben poco a che fare con quello che serve all’economia del Paese, come il lavoro e la sua produttività.»
«Certo, in periodo Covid il reddito si è anche trasformato in un ammortizzatore sociale.» spiega il giornalista «Ma è stato un caso, non era stato pensato per quello scopo. Posto che il tema è antico, la ricetta liberale per il Sud è comunque in linea con le indicazioni ribadite anche ieri da Bruxelles, quella degli investimenti in reti e infrastrutture, piuttosto che dei trasferimenti a fondo perduto. Di una tale specificità è il momento che si tenga ben presente all’interno di questo esecutivo, dove i 5 Stelle stanno agli antipodi di Forza Italia, insieme con i loro alleati politici attuali e futuri del Pd. Ma è ora che la spinta “next generation” degli azzurri si distingua come si deve e venga riconosciuta per quello che rappresenta anche dentro al centrodestra: può la Lega della “Quota 100” e del Conte Uno vantare la stessa sintonia con il debito buono?»
«Infine, per chiudere il cerchio, non ci pare facciano eccezione nemmeno gli unici che stanno all’opposizione: secondo un recente sondaggio Ghisleri, è proprio nel Sud e nelle Isole che Fratelli d’Italia sta coltivando la sua forza elettorale, con percentuali che arrivano a valere tre volte quelle della Lega. Un consenso elettorale che potrà fare la differenza. E a cui sarà ben difficile rinunciare, sacrificandolo sull’altare del debito buono. Che resta una cosa solo per liberali».
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