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Xi Jinping lavora a un piano di pace ma non rinnegherà Mosca | L’analisi

L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto affari internazionali ed ex Commissario europeo, sostiene che la presenza di Biden a Kiev e Wang a Mosca sono «iniziative che non necessariamente preludono alla pace. L’aspettativa maggiore è forse per il discorso di Xi Jinping». Così, al Messaggero, l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto affari internazionali ed ex Commissario europeo.

«Ma il fatto che Biden, annunciato a Varsavia, sia arrivato a Kiev» aggiunge «è un segnale molto forte che gli Stati Uniti restano al fianco dell’Ucraina, anche con altre forniture di armi. La visita di Wang a Parigi e Roma e a Monaco, e di più il prossimo intervento di Xi, fa pensare al lancio di un piano di pace cinese. Ma Wang è stato netto nel confermare il sostegno politico alla Russia: un’amicizia incrollabile quella con Mosca, solida come una roccia».

«C’è» afferma però Nelli Feroci «un elemento che lascia intravedere uno spiraglio positivo, cioè che la visita di Biden a Kiev era stata comunicata a Mosca e “concordata” per motivi di sicurezza con i russi, segno che tra Mosca e Washington c’è ancora un canale di comunicazione a livello di alti comandi militari. Per Putin non sarà facile trovare una narrativa convincente se dopo un anno le truppe russe combattono ancora per mantenere o estendere l’occupazione di parte del Donbass, e consolidarsi nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia».

Quanto è importante la visita di Meloni a Kiev?

«È una risposta a quanti mettevano in dubbio la sua determinazione e la solidità dell’appoggio a Kiev. Ed è un modo chiaro di rispondere alle esternazioni di Berlusconi».

La fornitura di jet resta un tabù?

«Non più. Cresce il consenso di alcuni Stati a fornire anche aerei da caccia, per quanto vi siano condizioni da esaminare».

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