Quando Draghi annunciò nel 2015 che la Bce si accingeva a tagliare fuori le banche greche dalle linee di credito, costringendole così a finanziarsi sui mercati a tassi molto più onerosi, secondo l’ex Ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis, “ha violato ogni principio che dovrebbe guidare l’azione di un banchiere centrale. Il compito di una Banca centrale dovrebbe essere proprio quello di garantire la sostenibilità finanziaria, quel giorno Draghi fece esattamente l’opposto”. Lo dice l’economista in un’intervista a ‘Il fatto Quotidiano’.
Per Varoufakis, l’azione di Draghi è stata “l’inizio di una campagna da parte della Bce per asfissiare il nuovo governo e costringere il popolo greco ad accettare un nuovo enorme prestito in cambio di nuove misure di austerità che avrebbero ulteriormente indebolito l’economia del Paese”.
Secondo l’ex Ministro, Draghi non voleva “personalmente asfissiare la Grecia. Credo che però avesse una sorta di accordo con la signora Merkel: lei lo avrebbe sostenuto contro la Bundesbank nell’acquisto di titoli di Stato italiani. In cambio avrebbe contribuito a mettere Atene spalle al muro”. Per Varoufakis, l’ex presidente della Bce “ha tradito il popolo europeo e anche quello italiano, non me”. L’ex ministro crede che da presidente del Consiglio, Draghi non esiterà “a incolpare Berlino e Bruxelles per le difficoltà economiche dell’Italia e a invocare quelle stesse politiche di stampo keynesiano contro cui si è duramente opposto quando era alla Bce”.
Dietro le quinte “penso che avverrà però il contrario. Continuerà a favorire fedelmente le politiche austere che Berlino si attende da un capo di governo italiano”.
Secondo l’economista greco “non esiste una sola Italia, come non esiste una sola Germania o una sola Grecia. C’è l’Italia dei finanzieri e quella di chi vive di rendite, che con il governo Draghi consoliderà e accrescerà il suo benessere. Le imprese di medie e grandi dimensioni beneficeranno dei soldi del Recovery fund. Il resto, la maggioranza della popolazione, continuerà a soffrire le conseguenze di una delle peggiori crisi economiche di sempre”.








