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Valeri (Deutsche Bank): «Con il Covid 19 i servizi bancari sono cambiati per sempre. E vi spiego come»

Flavio Valeri, chief country officer di Deutsche Bank in Italia, evidenzia due macro-categorie di cambiamento nel mondo post Covid-19: utilizzo del tempo e dello spazio.

”Il lavoro e, più precisamente, il business bancario – ha spiegato durante un evento organizzato da Sec newgate, agenzia di comunicazione internazionale – subirà dei cambiamenti dovuti alla diffusione della pandemia. Durante il lockdown, le banche hanno operato con circa il 15% di presenza nelle sedi centrali fisiche e il 20% degli sportelli è rimasto aperto su base alternata e su appuntamento”.

“Non si pensava che questo fosse possibile, in realtà è successo e il cliente finale ha cambiato o sta cambiando rapidamente il proprio rapporto con la banca. Il mondo bancario dovrà riorganizzarsi lavorando con i sindacati di riferimento e con i dipartimenti di risorse umane”.

“E’ necessario – ha aggiunto – comprendere che tipo di competenze serviranno, saranno sicuramente meno tradizionali. Le banche assumeranno laureati in tecnologie, data meaning e cybersecurity piuttosto che laureati in scienze economiche o legali”.

“La nostra sfida sarà spostare l’attenzione verso queste nuove skills, cercando prima di tutto di attrarre i neo professionisti in banca e poi cercando di rendere felici le loro carriere”.

”Come vivremo e come ci muoveremo in questo nuovo mondo – si è chiesto Valeri – a me vengono in mente due grandi punti di vista: tempo e spazio. Il tempo è chiaramente una variabile nuova: prima del Covid eravamo sempre di corsa, avevamo tutti un po’ di affanno, mille riunioni e mille impegni in varie parti del mondo”.

“Ora abbiamo riscoperto il valore della lettura, del guardarsi dentro e del gioire di un utilizzo del tempo gestito da noi stessi. Sicuramente, le giornate torneranno a velocizzarsi, ma dovremo ricordare questa importante lezione appresa durante il lockdown”.

”La pandemia – ha sottolineato – ha ribaltato anche la concezione dello spazio: prima si parlava di uffici, case e abitazioni sempre più piccoli, senza finestre e balconi. Si andava verso un concetto di massimizzazione dello spazio e, di conseguenza, minimizzazione di quello vitale. Ovviamente, questa situazione si contrappone all’aumento della popolazione e delle mega cities. È il momento che le migliori menti architettoniche comincino a ripensare il concetto dell’utilizzo dello spazio”. 

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