Il tema delle materie prime critiche è “centrale”, il legislatore di è mosso a livello nazionale ed europeo ma il settore privato deve cogliere questa sfida.
Lo ha detto Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, in un video intervento a Ecomondo.
“Il tema delle materie prime critiche – ha spiegato – è uno di quelli centrali della nostra attività economica e anche delle nostre relazioni internazionali.
Il termine critiche indica la scarsezza e anche il fatto che siano oggetto di contese e attività di dominio tra grandi potenze.
Un esempio sono le restrizioni della Cina all’esportazione del gallio in risposta alle restrizioni nelle esportazioni di chip di alta tecnologia da parte degli Usa.
Esse diventano quindi armi, strumenti, di queste contese”.
“L’Ue – ha sottolineato – si è resa conto benissimo di questa situazione: sappiamo che il fabbisogno del litio sarà 12 volte più grande nei prossimi 10 anni, il fabbisogno delle terre rare aumenterà di sei volte e sappiamo che l’Europa non è in grado di fare fronte da sola a queste esigenze.
Con il ‘Critical raw material act’ e ‘Net zero’ abbiamo fissato dei target molto stringenti per gli stati membri.
In Italia già nel 2021 abbiamo aperto un tavolo sulle materie prime critiche che dovrà stabilire il fabbisogno del Paese; abbiamo predisposto una legislazione, che rispecchia quella europea, che riattiva l’attività mineraria, che deve favorire il riciclo e il riuso di questi materiali e che vede all’interno del testo del Made in Italy in questi giorni in Parlamento la creazione di un fondo sovrano strategico per cercare di reperire capitali e di riattivare la sinergia tra pubblico e privato e garantire un approvvigionamento per la nostra industria”.
Allo stesso tempo, ha aggiunto, “dobbiamo anche lavorare per evitare di passare da una dipendenza all’altra.
Il passaggio verso l’elettrificazione nel settore automotive non deve renderci dipendenti da altre zone ora che abbiamo compiuto uno sforzo molto grande per la diversificazione.
Dobbiamo evitare di avere una situazione in cui abbiamo problemi per il settore energetico ‘tradizionale’ e problemi sulle materie prime critiche”.
“Il settore privato – ha concluso Valentini – deve vedere l’opportunità di questa sfida, deve aiutarci a trasformare la sfida in opportunità e utilizzare la tecnologia per risolvere i problemi”.
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