Bisogna mobilitare il risparmio delle famiglie indirizzandolo verso investimenti che generano reddito. Durante una tavola rotonda al 2° congresso nazionale della First Cisl il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, è tornato sulla necessità di convogliare il risparmio delle famiglie in investimenti utili alla crescita delle imprese. Un tema più volte sollevato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. “Al centro della correlazione tra risparmio e investimenti c’è un potenziale che può essere rafforzato.
Reddito sostenibile
Ma dobbiamo sempre ricordare che la possibilita’ di mettere in contatto diretto il risparmio con gli investimenti delle imprese deve passare attraverso progetti in grado di generare reddito sostenibile”, ha precisato Messina. “Lo spread vero che l’Italia ha nei confronti della Germania non e’ quello finanziario, ma nel differenziale degli investimenti. Si e’ impoverita una macchina di crescita economica attraverso una carenza degli investimenti”, ha continuato il banchiere aggiungendo che “il risparmio delle famiglie e’ addirittura cresciuto e le caratteristiche delle imprese sono migliorate moltissimo in questi anni”.
Puntare sull’export
In Italia “abbiamo un punto debole, il debito elevato, e due elementi di forza: il risparmio e le imprese che hanno una vocazione all’export”. “Dobbiamo fare in modo che queste due componenti -ha sottolineato- siano un punto di forza, mettendo in contatto il risparmio con le migliori imprese che puntano all’export, e la componente pubblica con elementi di garanzia, punto indispensabile”. Messina ha parlato poi del contesto economico e politico “Sono molto preoccupato dall’aumento delle disuguaglianze e della povertà”, ha messo in evidenza il banchiere. Il nostro paese “quest’anno dovrebbe rallentare la crescita del Pil al 2,5-3%” ma “e’ indubbio che l’aumento dei prezzi e le conseguenze di questa terribile guerra avranno un impatto fortissimo sulle famiglie”, soprattutto quelle a basso reddito.
Progetti contro la mobilità
Le “banche con capacita’ di reddito come la nostra devono farsi carico di questa componente delle disuguaglianze” e non dobbiamo dimenticarci la componente sociale nei parametri Esg”. A questo proposito Messina ha ricordato che Intesa sta portando avanti il “più grande progetto contro la povertà “garantendo 26 milioni di pasti” e sul quale “accelereremo, vogliamo raddoppiarli”.
“Dobbiamo fare in modo che la sostenibilita’ abbia una componente sociale, di cui tutti noi dobbiamo prenderci cura con grandissima attenzione” e i soggetti che hanno “una capacita’ finanziaria forte e hanno le risorse devono metterle a disposizione anche per sostenere materialmente le aree che hanno difficolta’ a raggiungere la fine della giornata con soddisfazione”, ha ribadito.
Mantenere l’occupazione
Parlando di Intesa Sanpaolo, “la nostra priorità è tutelare l’occupazione e la dignita’ delle persone. La digitalizzazione e’ un processo che deve essere gestito da noi”, ha spiegato Messina aggiungendo che “la nostra previsione e il mio impegno personale e’ mantenere l’occupazione agli attuali livelli. Oggi siamo 100mila, a prescindere dalle uscite su base volontaria per l’integrazione con Ubi”.
“Chiuderemo 1.000 sportelli -ha precisato il banchiere- ma ne rafforzeremo 3.000 perche’ in quei 3.000 ci sono i clienti che vogliono essere serviti”. E’ un’operazione che sara’ realizzata in un’ottica di lungo termine per raggiungere gli obiettivi “non in un anno, ma nei prossimi 10”.
“Raccolgo l’impegno dell’ad Messina al mantenimento dei livelli occupazionali. Se vogliamo trasformare questo Paese abbiamo bisogno di piu’ bancari non di meno bancari. E’ tempo di investire in occupazione bancaria”, ha commentato subito il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani, sottolineando che “c’è un rallentamento della diminuzione dei livelli occupazionali. Non siamo disponibili ad accettare piu’ un tasso di sostituzione 1 a 2 dei lavoratori”.








