Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Ursula Von der Leyen (Presidente Commissione Ue): «Draghi? Alla Bce è stato straordinario. Pronti a lavorare senza sosta con l’Italia al Recovery Plan»

Draghi è un’ottima scelta, ora l’Italia deve lavorare senza sosta al Recovery Plan. Lo afferma la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervistata da Marco Bresolin per La Stampa. In Italia sta per nascere un governo guidato da Mario Draghi: per voi è l’opzione migliore? «Alt. Si tratta di un affare italiano. E come sapete abbiamo una regola d’oro: non commentiamo mai le questioni politiche interne. Posso solo dire che Draghi alla Bce ha svolto un ruolo straordinario e di questo ne sono tutti consapevoli. Non solo in Italia».

Con il precedente governo italiano avevate avviato la discussione sul Recovery Plan: che impatto avrà il cambio della guardia a Palazzo Chigi? «Da settimane, per non dire mesi, lavoriamo con le autorità italiane e con le parti interessate per sviluppare i dettagli della bozza. E il lavoro è ancora in corso. Lo dico per sottolineare quanto dettagliato sia questo lavoro, visto che si tratta di un ammontare enorme di fondi da spendere in un periodo di tempo relativamente limitato, in pochi anni. Dobbiamo andare in profondità nei dettagli, definendo obiettivi e tabella di marcia. Per questo siamo pronti e impegnati con l’amministrazione italiana per lavorare senza sosta e andare avanti perché il tempo è prezioso e non vediamo l’ora di vedere come sarà formato il nuovo governo».

Vi aspettate continuità sul piano italiano? «Questa sarà una decisione del nuovo governo. Ma la cornice del piano è chiara perché è stata concordata da Consiglio e Parlamento sulla base della proposta della Commissione. Serve un mix di riforme e investimenti legati al Semestre europeo che rispetti il Green Deal, al quale va destinato il 37% delle risorse. Il 20 % deve andare alla digitalizzazione e poi c’è la parte relativa alla resilienza che rappresenta un pilastro importante. Si tratta di obiettivi comuni, condivisi da tutti gli Stati con il Parlamento: contiamo che ci sia continuità nell’attenersi a questi princìpi».

Il piano Next Generation EU ha rappresentato una svolta per l’Europa: è un primo passo che verrà ripetuto in futuro oppure sarà soltanto una parentesi? «La sua struttura è molto chiara: si tratta di un progetto “una tantum”. Per la prima volta possiamo andare sui mercati e raccogliere capitali da distribuire agli Stati in base a dei progetti chiari, con obiettivi e tabelle di marcia precise. Credo sia una grande conquista, storica. Perché durante l’ultima crisi finanziaria del 2008-2010 si decise di muoversi con un accordo intergovernativo e non a livello europeo. Questa volta abbiamo fatto un grande passo avanti, ma è chiaro che è stato costruito per essere uno strumento da usare “una tantum”. Così ha deciso il Consiglio. Che ovviamente potrà essere libero di prendere altre decisioni in futuro, ma al momento è così».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.