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Una possibile maxi fabbrica Intel in Italia | Lo scenario

“L’Italia non è fuori gioco. Anzi, è ancora in partita”. Così Pat Gelsinger, ceo di Intel, in un’intervista al Corriere della Sera, conferma che l’Italia rimane uno fra vari Paesi candidati ad ospitare una fabbrica da quasi tre miliardi di euro di investimento e seimila posti di lavoro (compreso l’indotto), molti dei quali altamente qualificati.

“Oggi il 90% dei chip avanzati viene da un solo Paese”, afferma Gelsinger con un riferimento a Taiwan, dove opera il colosso Tsmc.

“Una crisi militare con la Cina potrebbe mettere in ginocchio un’infinità di filiere che dipendono dai semiconduttori più piccoli. E naturalmente noi vogliamo risolvere questo problema in fretta”, aggiunge ancora il ceo.

Il progetto di Intel è quello di sviluppare enormi investimenti in Europa, per il mercato del continente. “Un mega-impianto all’avanguardia in Germania, un nuovo polo di ricerca, sviluppo e design in Francia e investimenti nella produzione, nei servizi di fonderia e nelle fasi di back-end in Irlanda, Italia, Polonia e Spagna”, spiega il ceo di Intel riferendo di averne parlato al telefono da Davos con Giorgia Meloni.

“In origine abbiamo annunciato un impianto di packaging nell’Ue, e anche questo progetto resta. Adesso dobbiamo vedere dove far atterrare questo progetto, in quale Paese”, conclude il ceo precisando che “l’Italia è ancora in gioco, ma anche altri Paesi candidati. Stiamo cercando di vedere dove. Decideremo entro l’anno”.

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