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Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano): «I vaccini sono importanti ma non bastano»

I vaccini sono importanti ma non bastano. Questo è quanto sostiene Marco Travaglio, spiegando che secondo lui puntare solo sui vaccini è un errore. Spaccare il Paese col Green Pass è un boomerang, così come concentrarsi solo sulla caccia ai no-vax serve a nascondere il disarmo degli altri strumenti anti-contagio e ad abbassare la guardia dei vaccinati. Dopo 10 mesi di «anestesia totale sotto l’incantesimo dei Migliori, giornaloni ed espertoni scoprono ciò che il Fatto e pochi altri ripetono dall’estate. Chi lo diceva passava per no-vax e vedovo di Conte».

Il Centro Ue prevenzione e controllo malattie (Ecdc) avverte che «la sola vaccinazione non consentirà di prevenire l’impatto della variante Omicron». I vaccini restano importanti, ma non bastano: il contagio galoppa anche tra i vaccinati e la protezione cala. Urgono «azioni forti per ridurre la trasmissione e alleviare il peso sui sistemi sanitari col rapido ripristino e rafforzamento degli interventi non farmaceutici: mascherine, igiene, distanze (vero Bianchi?), telelavoro (vero Brunetta?), capienze ridotte sui mezzi pubblici (vero Giovannini?), ventilazione dei locali».

Lo scrivono pure Giordano e Vespignani sul Corriere: «È scoraggiante la sostanziale inerzia del governo. L’Italia nelle ultime due settimane sembra… una bella addormentata… Non si fa nulla. E non si comunica alla popolazione nulla».

«Della terza dose» scrive Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano «si sa da maggio, ma siamo partiti a dicembre e solo il 30% della fascia 60-69 anni ha ricevuto il richiamo, il 37% di quella 70-79 e il 62% degli over 80». Misure decisive come «sequenziamenti, contact tracing, test nelle scuole le abbiamo trattate come fuori moda per concentrarci sulle intemperanze anti-vax». E il migliore dei Migliori, con 129 morti e 23mila infetti in 24 ore, che fa? «Con un occhio al Colle, pensa di fermare Omicron alla frontiera con la quarantena per stranieri non vaccinati, come se non avessimo decine di migliaia di pendolari che fanno la spola con Svizzera, Francia e Austria. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere».

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