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Tito Boeri e Roberto Perotti: «In quanto a tasse di successione l’Italia è un vero e proprio paradiso fiscale»

«L’Italia è diventata dai tempi dei governi Berlusconi un paradiso fiscale in quanto a tasse di successione». Lo scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti su Repubblica, ricordando che «da allora l’argomento rimane un tabù: non se ne può parlare senza venire tacciati di avventurismo o di voler causare fughe di capitali».

«È ipocrita continuare a lamentare le crescenti disuguaglianze di opportunità senza affrontare il nodo della imposta di successione. Tutti gli studi disponibili convergono nell’indicare che c’è una forte persistenza nella posizione delle persone nella scala dei redditi».

«I passaggi ereditari sono il principale motivo di concentrazione della ricchezza e dei redditi tra i supericchi. Siamo consapevoli che l’imposta di successione si scontra con un fattore fondamentale: in Italia la casa è la maggiore forma di detenzione di ricchezza. Se i figli non hanno liquidità sono costretti a vendere la casa, un risultato indesiderabile soprattutto se si tratta dell’unica casa di famiglia».

«Inoltre i catasti italiani sono notoriamente poco attendibili, e causano grandi disparità di trattamento da città a città. Questi problemi sono però limitati nel caso di grandi successioni, diciamo superiori a un milione di euro o anche di più».

«Ovviamente la mobilità sociale può e deve essere stimolata non solo tassando le successioni, ma anche affrontando le tante aree di marginalità presenti sul nostro territorio. Il primo passo indispensabile è individuarle. Per questo deve essere possibile svolgere anche da noi, come negli Stati Uniti, analisi che permettano di misurare la mobilità sociale quartiere per quartiere per capire dove c’è maggiore bisogno di intervenire».

«Ma prima occorre avere a disposizione i dati necessari, che serviranno anche per valutare l’efficacia delle politiche adottate. Tutto questo implica ovviamente un ripensamento delle politiche della privacy, che in Italia più che in altri Paesi ostacolano la raccolta e l’analisi di dati fondamentali per capire i problemi e proporre e valutare le soluzioni».

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