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Timori (e cautele) dei mercati | L’analisi di Massimo Gaggi

“Borse sull’orlo di una crisi di nervi” – osserva Massimo Gaggi sul Corriere della Sera – “Per mesi il mercato americano, seguito dagli altri, ha continuato a crescere ignorando i richiami alla prudenza: troppo ottimismo sull’economia Usa e sulla capacità dei giganti tech di trasformare in profitti gli enormi investimenti nell’AI generativa. Poi i sussurri sono diventati grida e, nell’ultima settimana, i titoli tecnologici hanno registrato cali consistenti.”

“Riemerge così, come un fenomeno carsico, lo spettro della bolla delle dot-com, apparso in primavera, poi in estate, e ogni volta esorcizzato da chi scommette sulle Magnifiche Sette. I risultati di Nvidia, Walmart, Target e i dati sul lavoro — fermi da due mesi per lo shutdown record — avrebbero dovuto dare una direzione ai mercati.”

“Gli analisti attendevano un movimento brusco di Nvidia, ma pur con numeri ottimi il titolo è salito senza strappi: segno di una cautela finalmente tornata. Cautela necessaria, pur ricordando che le società dell’AI, anche sopravvalutate, non sono un fuoco di paglia: stanno già cambiando il mondo.”

“Certo, alcuni si stanno esponendo troppo. Nell’ultimo trimestre Microsoft, Meta, Google, Amazon e Oracle hanno investito 107 miliardi in AI. Google mantiene equilibrio grazie ai ricavi pubblicitari, mentre Oracle, più indebitata e senza grandi flussi consumer, ha perso in pochi giorni quasi un quarto del suo valore dopo un’ascesa vertiginosa.”

“Il richiamo alla bolla del 2000 è legittimo, purché si ricordi che allora bastava un “.com” per far salire i titoli. Il Nasdaq quintuplicò e poi, nel 2002, perse l’80%. Ma dalle rovine emersero Google, Amazon, Microsoft, Apple: gli investimenti eccessivi lasciarono infrastrutture che alimentarono la crescita successiva, mentre nomi come Netscape, AOL e Yahoo! svanivano.”

“Oggi lo scenario è diverso: è in atto una corsa ai modelli linguistici. E non c’è solo l’AI generativa: crescono anche quella percettiva, quella agentica e quella legata alla robotica, meno visibili ma già redditizie.”

“Fa notizia Peter Thiel che vende tutte le azioni Nvidia, ma forse ne fa di più la sua Palantir, ancora triplicata rispetto a un anno fa e cruciale per le tecnologie di rete e analisi dati usate da eserciti e intelligence di mezzo mondo.”

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