La transizione ecologica, economicamente, è insostenibile. Lo dichiara Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sottolineando come la Commissione europea abbia avuto «gravi responsabilità» in merito.
Per spiegare i rincari Tabarelli vede quattro motivi, a iniziare dalla «carenza di gas in Europa, dovuta al lungo inverno scorso e alla frenata delle consegne di Russia e Norvegia. La seconda ragione è l’aumento della domanda dovuto alla ripresa, ma siamo solo poco al di sopra del 2019, quindi il cuore del problema non è qua. Poi vedo anche un po’ di speculazione finanziaria: c’è in giro tantissima liquidità e gli investitori più aggressivi ne approfittano. Infine, il quarto motivo è il principale: le politiche della Commissione Ue».
Le responsabilità di Bruxelles sono legate al fatto che «i prezzi per i diritti di emissione di anidride carbonica sono esplosi: la media nel 2020 era di 25 euro a tonnellata, oggi siamo a 62. La politica sul green sta ponendo obiettivi molto ambiziosi e per il sistema industriale è un grosso problema. È molto difficile reggere il passo».
«Le rinnovabili non bastano e non risolveranno il problema. Ma non è tutto qui. C’è anche da fare i conti con una politica distratta dal verde: qui si pensa al green deal e a Greta e non si vedono le questioni centrali, cioè quelle economiche, con l’energia che arriva a costare il triplo rispetto a Usa e Cina, e di sicurezza».
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