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Stefano Ceccanti (costituzionalista): «A causa del Covid, servono nuove regole per votare al Quirinale»

ROMA – «Meglio un cambio delle regole che un rinvio del voto». Scusi, onorevole Ceccanti? «Mi sembra sfuggano due elementi: l’eccezionalità della situazione e quella di questa elezione – risponde il costituzionalista del Pd (foto) – Gli esperti ci dicono che il picco di questa fase ci sarà nei giorni del voto. Quanto al secondo punto, è noto che il sistema politico funziona male e che quindi nell’arco del prossimo settennato il Quirinale sarà un perno per il Governo importante quanto il Parlamento. Bisogna garantire a tutti i Grandi Elettori la possibilità di votare».

Tanti parlamenti hanno introdotto il voto a distanza. Perché l’Italia non l’ha fatto?

«L’onere della prova in una situazione del genere ricade su chi non vuole cambiare. Ma c’è il rischio che le regole vengano cambiate in modo non consapevole. La Costituzione richiede i 2/3 nei primi tre scrutini e poi la maggioranza assoluta. Con un numero di assenti tra cento e duecento cosa succede? Che devi prendere 673 voti e poi 505 non su poco più di 1000, ma su 900 e 800. È come se si cambiasse la Costituzione dicendo che bisogna superare prima i 3/4 e poi i 3/5».

Le nuove norme sul Green pass rischiano di impedire la partecipazione non solo di Novax, ma specialmente di positivi e di chi è in quarantena. Cosa suggerisce di fare?

«A me non interessa indicare una soluzione. La trovi chi deve, ossia soprattutto la Presidenza della Camera».

Altrimenti? Si rischiano ricorsi alla Corte costituzionale?

«La strada per i conflitti di attribuzione di chiunque non riesca a entrare alla Camera per votare, non solo i No vax, ma anche positivi e quarantenati, esiste. Fin qui la Corte li ha sempre bocciati, anche quelli sul green pass. Tuttavia si trattava, in quest’ultimo caso, di ricorsi per la partecipazione a votazioni ordinarie. L’elezione presidenziale non lo è, sia per l’importanza di quello specifico voto, sia perché si tratta solo di un seggio elettorale. Non si può predire l’esito, forse sarebbe analogo, però logica varrebbe che questi conflitti fossero prevenuti con soluzioni innovative».

Se Omicron dilaga, è possibile un rinvio dell’elezione del capo dello Stato, chiedendo la prorogatio di Mattarella?

«Sulla legittimità ci sono pareri diversi, non mi sembra comunque che sia una situazione preferibile quella di scavallare il 3 febbraio e di discutere se c’è una prorogatio del Presidente uscente o una supplenza della Presidente del Senato. Anche perché tutto ciò può essere risolto da regole innovative. Magari utilizzando una delle prossime sedute per cambiare il regolamento della Camera».

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