«Siamo senz’altro in un momento di inflessione in cui quello che sta avvenendo accelera e questa transizione acquista una velocità tale che ce ne accorgiamo. Siamo nella turbolenza». Così l’ Ad di Enel, Francesco Starace, ospite di Repubblica delle Idee.
«La parte elettrica sta diventando quella prevalente all’interno di uno scontro in corso tra fonti fossili ed elettriche. Evento sancito anche dall’ultimo report dell’Aie. Noi lo avevamo già visto tempo fa», ha aggiunto.
L’auto può essere l’elemento di svolta culturale per il passaggio all’elettrico?
«Penso di sì, perché ha una capacità di penetrare nella nostra psiche superiore ad altre cose. L’auto elettrica e anche il trasporto pubblico elettrico saranno il fattore scatenante del cambiamento culturale».
«Il mondo sarà molto più elettrico e digitalizzabile, quindi più efficiente come veicolo di trasmissione dell’energia e se decarbonizzata con un impatto ambientale molto basso. L’elettrificazione è una transizione inevitabile che porta dei benefici».
Quanto all’autonomia dell’auto elettrica, secondo Starace «le batterie sono costruite per essere trasportabili. Oggi la tecnologia è in grande evoluzione, con prestazioni che solo 2-3 anni erano impensabili e che presto saranno superate. Il tema della percorrenza, una volta che si arriva a 500-600 km dove siamo arrivati è evidentemente superato e probabilmente sui arriverà a 1.000 km fra qualche anno senza fermarsi. Il riciclo delle batterie è già possibile, ma finche’ il costo è superiore a quello del materiale nuovo non c’è equilibrio».
Su come soddisfare la grande richiesta di energia in generale, secondo l’Ad di Enel «la disponibilità delle risorse rinnovabili è ampiamente superiore alle nostre necessità fino al 2050 e oltre. Quindi il tema non è quello della disponibilità delle risorse rinnovabili per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica, ma quanto ci mettiamo a costruire l’infrastruttura che traduce questa disponibilità di risorsa in energia elettrica».
«Sta a noi farlo altrimenti la decarbonizzazione avverrà più lentamente. Non c’è un limite naturale delle risorse, ma mettere abbastanza apparecchi. Lo sforzo è importante perché’ parliamo di quadruplicare la crescita delle energie rinnovabili da qui al 2050 rispetto a quello che c’è stato fino al 2020. Uno sforzo grande ma fattibile».
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