Questa la linea tracciata dal numero uno di Eni, Claudio Descalzi che ha dato la sua ricetta per uscire dalla crisi, reagire a questa difficoltà, senza lasciare a casa nessuno, anzi, cogliendo le opportunità che anche un momento così brutto riesce a dare.
”Gli ultimi dieci anni – ha spiegato – non sono stati facili ma siamo stati capaci di reagire. Ci paiono lontane e persino semplici la doppia crisi del 2008 e del 2010 e le recessioni conseguenti. Uscirne non sarà semplice, ma nulla lo è stato ultimamente. Il Covid-19 ci ha insegnato quanto i piccoli gesti di ognuno siano importanti – ha detto Descalzi – e in Italia ci siamo comportati decisamente bene, dai medici alle autorità, dai cittadini alle imprese. In una grande azienda tutto è fatto di piccoli comportamenti ma tutto deve essere programmato. Ecco perché – ha continuato – ancora una volta il gruppo si prepara a cambiare vestito sfruttando il fattore determinante della flessibilità e sulla scia delle dinamiche internazionali, dalla crescente sensibilità ambientale, ai sommovimenti geopolitici. Un percorso avviato non ora”
“Si tratta di una transizione iniziata nel 2014 – ha detto – e che in queste settimane ci porterà a essere una compagnia unica nel panorama mondiale. Non vede cosa sta accadendo nel mondo? Il prezzo in vite umane che stiamo pagando è elevatissimo. E a loro dobbiamo anche il fatto di dover spingere la ripresa. Evitare la crisi economica e sociale. Sicuramente il numero di morti dovuti al Covid-19, la violenza con la quale la pandemia si è abbattuta sulle comunità è stata tale da togliere il respiro – ha concluso l’intervista a Il Corriere della Sera- nonostante questo mi sento di dire che abbiamo in noi come cittadini, come imprese, come Paese la forza necessaria per superare questo momento. Anche perché mai come oggi abbiamo Europa e Italia convinti che questa crisi non vada sprecata”.








