Dalla Spagna arriva un monito a non cambiare le carte in tavola. Il premier Pedro Sánchez ha avvertito che il Recovery fund approvato dall’Unione europea non può essere inferiore a quello proposto dalla Commissione, pari a 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi a fondo perduto. Sánchez ha lanciato l’avvertimento da Lisbona, in una conferenza stampa con il premier portoghese, Antonio Costa, con il quale si è incontrato per preparare il vertice del 16-17 luglio che negozierà il fondo di risanamento e il quadro finanziario pluriennale dell’Ue. Il capo dell’esecutivo spagnolo ha insistito, come ha anche fatto Costa, sulla necessità che l’Europa raggiunga un accordo questo luglio e ha sottolineato che l’importo del fondo debba essere “almeno” quello proposto dalla Commissione.
“Luglio deve essere il mese dell’accordo europeo, che fornisce una risposta congiunta di tutte le istituzioni e i Paesi”, ha affermato Pedro Sánchez, che, come il suo collega portoghese, ha difeso la proposta iniziale per il fondo presentata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, di fronte ad altre alternative. Costa ha anche sottolineato che “in questa fase la cosa essenziale è avere un accordo a luglio” e ha ritenuto che “non e’ il momento di progettare linee rosse” ma di “aprire strade verdi” per raggiungere un accordo in Europa. Per Costa, la proposta della Commissione europea è “particolarmente intelligente” perché non propone “né un assegno in bianco né una nuova troika”, e ha spiegato che ridurre le dimensioni del programma di rilancio europeo significa “ridurre la capacita’ di rispondere alle crisi e a qualunque aggravamento”








