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Marcello Sorgi (La Stampa): «La variante Omicron potrebbe congelare i vertici istituzionali»

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La variante Omicron potrebbe «spingere per un congelamento dei vertici istituzionali». Ne parla Marcello Sorgi, che – sempre più vicini al voto per il Colle – suppone che una situazione di rinnovata emergenza sanitaria potrebbe portare a un cambio dei piani «la coppia Mattarella-Draghi».

«Sussurrata nei corridoi della lunga vigilia del voto per il Colle e all’ombra delle immagini della firma del Trattato del Quirinale, con la coppia Mattarella-Draghi all’opera come in tandem, sta prendendo piede l’ipotesi» spiega su La Stampa «che un improvviso aggravamento della situazione della pandemia, dovuto alla nuova variante Omicron di cui s’è temuto ieri l’arrivo in Italia, possa spingere per un congelamento dei vertici istituzionali».

«Lasciando insomma entrambi al proprio posto sia il Capo dello Stato che il presidente del consiglio, e fornendo in particolare una ragione per convincere Mattarella ad accettare il bis, fin qui rifiutato con serie motivazioni costituzionali. Qualsiasi altro assetto, infatti, se messo alla prova di una nuova emergenza, potrebbe fornire sorprese sia sul piano interno che su quello internazionale».

«Se dovesse toccare a Draghi, finora il candidato più forte e il solo spendibile per una prima votazione corale, in cui potrebbe essere eletto da un arco di forze anche più largo di quello che sostiene il suo governo, la successione al Quirinale avverrebbe subito al più alto livello, ma la conseguenza sarebbe un indebolimento del governo, con l’inevitabile crisi che si aprirebbe senza nessuna garanzia di poter essere risolta, e, in caso di mancata soluzione, di non precipitare il Paese verso elezioni anticipate».

«Nel caso invece – al momento remoto, dato che nessun accordo è all’orizzonte – di elezione di un candidato politico votato dalla quarta votazione in poi, quando il quorum è di 505 voti, la maggioranza raccolta attorno al nuovo Presidente determinerebbe comunque un cambio di quadro politico, destinato a riflettersi sulla larga coalizione che sostiene il governo, e forse a destabilizzarla, in un momento in cui sarebbe necessario il contrario».

«Naturalmente esistono anche ragioni opposte a quelle che potrebbero spingere alla conferma dell’equilibrio Mattarella-Draghi. La vita politica infatti è per sua natura destinata a produrre un ricambio periodico, specie nei ruoli di alta responsabilità. La questione di cui si discute, tuttavia, non è quella di un congelamento tout court; ma di una stabilizzazione resa necessaria dal possibile aggravarsi di una situazione a tutt’oggi eccezionale, e che non riguarda solo l’Italia».

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