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Michele Serra (La Repubblica): «Mattarella è un politico, quindi il Parlamento il suo lavoro l’ha fatto. Ora va rivista la legge elettorale»

Il nuovo/vecchio capo dello Stato non è “un altro Draghi”, ovvero una eccellenza esterna cui quasi tutti i partiti hanno inteso affidare il timone della barca. Come spiega Michele Serra nel suo editoriale su Repubblica, la persona stimata, popolarissima, che sale oggi al Quirinale per il suo secondo mandato, è un politico di lungo corso.

Mattarella è stato deputato per sette legislature, tre volte ministro, una vicepresidente del Consiglio (governo D’Alema), una presidente della Repubblica. È stato anche vicepresidente della Bicamerale e di due Commissioni parlamentari. È un uomo che in quel Parlamento “oggi raffigurato come una bolgia di poltronisti e di cacadubbi ha trascorso sette legislature”.

Certo – spiega Serra – il Parlamento, per una settimana, ha squadernato una dopo l’altra tutte le sue paurose debolezze (a partire dalla liquefazione di alcuni gruppi parlamentari). Ed è stato lo strumento quasi inerte di manovre di leader poco lucidi (eufemismo). Ma è cronaca, non è un’opinione, che dal Parlamento stesso siano cominciati a fluire, in ordine sparso, sempre più voti per Mattarella, mano a mano che le altre candidature venivano bruciate in un solo falò, quelle credibili come quelle assurde.

Che sia avvenuto per disperazione o per convinzione non leva significato alla sequenza dei fatti. E dunque un qualche ruolo nella rielezione di Mattarella, questo Parlamento lo ha avuto. Quel palazzo antico e screditato ha svolto come sapeva e come poteva i suoi compiti istituzionali, eleggendo il nuovo presidente della Repubblica e lasciando quasi intoccati i precari equilibri del governo in carica.

Che poi si debbano migliorare i modi della rappresentanza, arrivando dopo qualche secolo di litigi a una legge elettorale meno manipolabile dai capipartito, più rispettosa della volontà degli elettori, è verissimo. Ma è un altro discorso, ed è probabile che lo stesso Mattarella, voglia provare ad affrontarlo.

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