Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla di rilancio storico reso possibile dal Recovery Fund. “Si tratta di un appuntamento da non perdere per incidere sui nodi strutturali con riforme e investimenti, con il recupero di ritardi decennali”, ha detto il Capo dello Stato, nel corso dell’incontro con i presidenti di Regione al Quirinale.
In occasione del 50esimo anniversario delle regioni a statuto ordinario, i presidenti delle Regioni sono stati ricevuti da Mattarella e hanno consegnato nelle sue mani due documenti: uno sulle proposte per l’Italia, basato su un patto rinnovato fra le Regioni stesse, e un’agenda 2020-2021 per il rilancio del Paese.
“L’Ue ha dato prova di lungimiranza e tempestività”, ha spiegato ancora il Presidente, riferendosi al Recovery Fund che va ritenuto “non un passaggio della diligenza cui attingere, ma occasione di storico rilancio per l’Italia. In questi 50 anni le Regioni si sono affermate come componente fondamentale dell’architettura della Repubblica. Le Regioni si sono rivelate forte elemento di coesione del popolo italiano”, ha proseguito il Capo dello Stato precisando che nel documento presentato dalle Regioni è condivisibile il concetto di “moderna e unitaria concezione del sistema delle autonomie territoriali che rifugga da ogni centralismo sia statale sia regionale. Si avverte la necessità di individuare con maggior precisione sedi e procedure attraverso le quali il principio di leale collaborazione, caposaldo della giurisprudenza costituzionale, possa divenire sempre di più la cifra dei rapporti tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali. La soggettività politica delle Regioni deve svilupparsi non in contrapposizione con l’indirizzo politico statale ma in chiave di confronto e di cooperazione”.
E ancora: “Se la violenza dell’epidemia appare essersi attenuata, non sono venute meno le esigenze di promuovere politiche coerenti con la tutela della salute dei nostri concittadini e con le esigenze di rilancio dell’economia del Paese, così duramente colpita dalle conseguenze della crisi sanitaria. Il Piano per l’Italia, in cui è prezioso il contributo delle Regioni, rappresenta un impegno ineludibile”, precisa il presidente della Repubblica sottolineando che “la riforma del Titolo V ha rappresentato un coerente sviluppo dei principi costituzionali. Il legislatore costituzionale ha previsto che l’esercizio dell’autonomia si conformi ad esigenze di solidarietà e di perequazione finanziaria tra i diversi territori, riconoscendo allo Stato il ruolo di garante dell’uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali sull’intero territorio nazionale”. Anche per Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni, quello raggiunto in Europa sul Recovery fund è “un accordo storico che mette nelle nostre mani una straordinaria opportunità e sulle nostre spalle una altrettanto grande responsabilità. Proprio per questo, come accaduto nell’emergenza e forse ancor più, occorrerà un’azione corale del sistema Paese”.








