Anticipata da mille polemiche, è arrivata negli store digitali la App governativa Immuni. Un primo test in quattro regioni (Abruzzo Liguria, Marche e Puglia) e quindi, il prossimo 15 giugno, funzionamento a livello nazionale, ma con diversi punti interrogativi. Uno di questi la compatibilità con il proprio smartphone. Secondo un primo studio, ci sarebbero stati nei primi giorni almeno un milione e mezzo di download, ma da una parte, un buon 25% degli italiani utilizza un dispositivo Huawei sul quale la App è off limits, dall’altra, alcuni cellulari non sono proprio compatibili con la tecnologia richiesta da Immuni e quindi impossibile da scaricare. Si legge anche nelle domande e risposte sull’applicazione: “senza uno smartphone compatibile, purtroppo non si può scaricare e usare l’app. È la tecnologia messa a disposizione da Apple e Google che determina quali sono i dispositivi compatibili, e al momento non possiamo superare queste limitazioni”.
I DATI DI STATCOUNTER
Dal lato Google sono tagliati fuori i telefoni con sistema operativo Android 5, rilasciato nel 2014, o versioni precedenti. In Italia, secondo i dati di StatCounter relativi a maggio 2020, 9 smartphone e tablet Android su 10 (91%) hanno una versione del sistema operativo più recente, dunque in grado di ospitare l’app. E’ poi fondamentale che lo smartphone abbia la tecnologia Bluetooth Low Energy.
Dal lato Apple, non sono compatibili con Immuni gli iPhone 6, lanciati nel lontano 2014 e presumibilmente usati da una piccola percentuale di persone, o i modelli precedenti. Perché Immuni funzioni serve l’ultima versione del sistema operativo, iOS 13, che sempre per StatCounter è già sul 77% degli iPhone e iPad italiani. Il problema più grande, anche se temporaneo, per ora è quello rappresentato dai telefoni di Huawei e del suo brand Honor.








