Dopo che il governo ha allargato alle mense l’obbligo del Green Pass con una Faq, una domanda e risposta sul sito di Palazzo Chigi, il sindacato guidato da Luigi Sbarra, la Cisl, si dice pronto a «tornare al tavolo per rafforzare il Protocollo sulla sicurezza e anche a discutere di Green Pass per accedere a mense e spazi comuni».
Ma, sottolinea, «diciamo no a fughe in avanti senza confronto, ad azioni unilaterali calate dall’alto tramite Faq che dividono i lavoratori e creano solo caos». Afferma il segretario generale della Cisl in un’intervista a Repubblica.
«Non mi sembra molto sensato, a meno che non vogliamo elevare la Faq ad atto amministrativo. Le mense hanno sempre rispettato il Protocollo sulla sicurezza sottoscritto dalle parti sociali. E il Protocollo ha funzionato: nessun focolaio e lavoratori tutelati. Ecco perché il governo deve fare chiarezza al più presto. Il sindacato ha sin qui mostrato responsabilità. Accusarci di strizzare l’occhio ai no vax è surreale», puntualizza.
«Il Green Pass è uno strumento utile, positivo e importante per allargare la campagna vaccinale. Ma non può diventare la chiave per aprire a un obbligo surrettizio al vaccino che spetta solo a una legge. Se il governo ritiene necessario quest’obbligo, il sindacato e la Cisl non si opporranno», sottolinea.
Nel frattempo, in molte aziende sono gli stessi datori a controllare il pass ai dipendenti per l’accesso a mensa ma «in questa fase dobbiamo assolutamente scongiurare arbitrii che rischiano di alzare in modo allarmante il conflitto nelle fabbriche, di infiammare tensioni, di moltiplicare il contenzioso in un momento in cui al Paese serve pace sociale e coesione. Bisogna trovare un accordo serio che tuteli i lavoratori vaccinati, che per fortuna sono la maggioranza, nel rispetto delle prerogative degli altri ai quali la legge – e non il sindacato o le imprese – riconosce la scelta di non vaccinarsi».
Il presidente del Cnel Tiziano Treu vi invita a tornare al tavolo della contrattazione, a non scaricare il barile sul legislatore e noi «siamo pronti a metter mano ai Protocolli per governare al meglio questa situazione, ma non si possono riversare sulla contrattazione le timidezze e le contraddizioni della maggioranza di governo sull’obbligo vaccinale. Le mense devono continuare a fornire questo servizio nel rispetto dei protocolli che abbiamo firmato e riaggiornato alcuni mesi fa sulla sicurezza».
«Sarebbe un’assurdità mettere a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, fermando il servizio o assicurandolo solo a una parte dei lavoratori. Ci sono accordi sindacali precisi che vanno rispettati. Ciò detto, i protocolli possono essere migliorati e adattati alla nuova situazione. Chiediamo per questo di essere convocati al più presto dall’esecutivo per rifare un accordo a tre, tra sindacati, imprese e governo. E ritrovare il metodo del dialogo che ci ha condotti sin qui in sicurezza», conclude.
Per saperne di più:
Per saperne di più:

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...

Una rivolta senza memoria: la gioventù europea in piazza senza ideali e senza modelli da seguire | L...

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e ministro degli Esteri: “Ragazzi soli e senza modelli, ...

Intelligenza artificiale: “L'università deve formare il giudizio critico, non la dipendenza dagli al...

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo: “Un Pnrr delle banche e la vendita degli immobili pubblici per a...






