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Beppe Sala (sindaco Milano): «Pronti a investire 1 miliardo all’anno per 5 anni»

Milano e Lombardia saranno la “locomotiva” della ripresa e in prima linea nei progetti per la sanità digitale. Oltre ai circa 4,2 miliardi di euro cui sono già destinati dei fondi del Pnrr, la regione è stata infatti scelta dal ministero dell’Innovazione per avere una leadership nell’ambito della predisposizione della piattaforma di telemedicina verticale e per conto del Governo gestirà una serie di gare in questo ambito.

Per potenziare il sistema sanitario regionale sono previsti 1,2 miliardi; per le infrastrutture e mobilità sostenibili poco più di 1,7 miliardi di cui ha titolarità il Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibili; al Programma innovativo per la Qualità dell’Abitare (PinQua) sono destinati 392,7 milioni e alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica 252,9 milioni. Alla Lombardia spettano 550 milioni per l’istruzione, oltre la metà dei quali (240 milioni) per nuovi asili nido. Tra gli interventi del piano cultura è stato scelto il progetto di Milano per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura a cui andrà un finanziamento di 101 milioni.

«Milano è in grado di investire 1 miliardo all’anno per 5 anni e siamo qui per capire quali sono le regole del gioco» e il sindaco Beppe Sala si candida, qualora ci siano realtà locali non in grado di garantire la possibilità di investire nei tempi corretti, per utilizzare i fondi residui che ci saranno. Una prima rassicurazione arriva dal Dipe, «ci potrà essere uno scorrimento nella graduatoria» conferma Marco Leonardi capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe).

La risposta sul “come” arriva invece da Colao: «sarà un sistema ad avvisi non a gare, a voucher non a erogazione» ma alcune soluzioni «a progetto» saranno permesse alle città più grandi «per poche decine di amministrazioni che saranno in grado di farlo», tra queste senz’altro Milano che peraltro già si è detta pronta, se servisse, a gestire i fondi in un rapporto diretto con il Governo. È fondamentale che partecipino in maniera più diretta le Regioni» ha detto intervenendo a distanza anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Tornando alla sanità digitale e al Pnrr i tempi sono stretti: «L’idea è di partire con gare a febbraio per una piattaforma nazionale e ad aprile per quelle verticali» precisa Colao. Letizia Moratti, assessore Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia lancia però un allarme: il Governo deve fare in fretta a riorganizzare la medicina generale, entro il 2022 come richiesto dalla Ue, per far sì che i medici di base possano operare all’interno delle case di comunità, o i 7 miliardi di finanziamento saranno messi a rischio. «Ci sono quartieri di Milano che non hanno un medico di base da tempo» le fa eco Sala. «Se veramente vogliamo fare questo sforzo sulla sanità territoriale, bisogna farlo in maniera coordinata, bisogna che la regione abbia un ruolo molto attivo da questo punto di vista. Per Milano è vitale».

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