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Ernesto Maria Ruffini (direttore Agenzia delle entrate): «Per sconfiggere l’evasione deve funzionare la riscossione»

«La riscossione nel nostro Paese non funziona. La sua riforma è addirittura più importante di tutte le altre, perché rende credibile anche l’attività di accertamento». Lo ha detto nel corso del webinar organizzato dalla Fp Cgil “Riforma e Giustizia fiscale” il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, sottolineando che «il legislatore non ha fornito le norme necessarie a farla funzionare, ma che comunque da quando la riscossione è diventata pubblica, al netto delle rottamazioni, ha un’entrata triplicata rispetto a quando la gestivano soggetti privati, 9 miliardi rispetto alla media dei 3 degli esattori privati».

Secondo Ruffini però questo miglioramento nei meccanismi di riscossione non è sufficiente. «Quei 9 miliardi sono poca cosa rispetto ai 90 che abbiamo da riscuotere. Se la riscossione non funziona, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza non potranno mai sconfiggere l’evasione fiscale, perché la loro attività rischia di risultare di stile».

Nel mirino del direttore dell’agenzia delle Entrate finisce la poca attenzione che lo Stato ha dedicato alla fase di riscossione nel procedimento tributario. «È dal 1861 con l’Unità d’Italia al 2006 che il regno d’Italia, dittatura fascista e repubblica democratica hanno deciso di non avere niente a che fare con la riscossione e l’ha affidata ai privati, poi ci è resi conto che si trattava di autolesionismo e la riscossione è andata di gran lunga meglio», ha concluso Ruffini. 

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