Report Sace: l’export volano della ripresa con +9.3% nel 2021

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Anche davanti a una crisi dalle proporzioni inedite, come la recessione innescata dal coronavirus, l’export potrà essere di nuovo un’ancora di salvezza per l’Italia. Un messaggio di speranza quello lanciato dal Report di Sace supportato, però, da cifre rassicuranti. Secondo la società, da sempre impegnata a sostenere le imprese tricolori sui mercati esteri, dopo la caduta shock di quest’anno, -11,3%, seguirà una ripresa “rapida” nel 2021 (+9,3%) . Numeri che consentiranno un “recupero pressoché totale” dei livelli pre-pandemia.

Per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, “il commercio internazionale” rappresenta un settore “cruciale e strategico per l’economia italiana”. Non a caso gli interventi del Governo volti a contrastare le conseguenze della pandemia, ha tenuto a rimarcare il titolare di via Venti Settembre, non hanno tralasciato l’export. “Abbiamo bisogno di collaborazione internazionale e non di guerre commerciali”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, anche lui presente alla web conference dedicata al rapporto di Sace “Open (again)”. Certo le ferite procurate dall’emergenza sanitaria, e dal lockdown che ne è seguito, sono pesanti . A queste si aggiungono le “incertezze ereditate dal 2019”: dall’escalation protezionistica all’instabilità geopolitica, viene sottolineato nel dossier. Il 2020 segnerà così un arretramento di quattro anni sul fronte delle vendite all’estero.

Ma già nel 2021 si potrà andare oltre un rimbalzo statistico, con le esportazioni nazionali di beni che arriveranno al 97% circa del valore registrato nel 2019. Fin qui lo scenario base, ma ce ne sono anche di alternativi e peggiori. Le simulazioni fatte da Sace arrivano ad immaginare in caso di nuove restrizioni e chiusure un crollo dell’export fino al 21,2% con un riaggancio ai livelli pre-crisi non prima del 2023. Ma adesso per Sace è il momento di credere nelle potenzialità del Made in Italy. “Il mondo aspetta la ripartenza” del Bel paese, ha scandito il presidente della società, Rodolfo Errore, mentre l’ad, Pierfrancesco Latini, ha calcolato in “oltre 20 miliardi” le risorse mobiliate da Sace, sia nel tradizionale ruolo di agenzia per l’export che di attuatore di ‘Garanzia Italia’, lo strumento creato dall’esecutivo per iniettare liquidità nel sistema. In tutto ciò ci deve essere la consapevolezza che il mondo, anche per quel che riguarda il commercio estero, non sarà quello di prima. Stati Uniti e Germania, i nostri mercati di sbocco principali, soffrono. Più rosee sono le prospettive che offrono Paesi come la Russia, la Polonia e l’Ucraina. Ma anche il Medio oriente potrà conoscere un recupero rapido.

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