La classe dirigente del Paese si confronta sulla Ripartenza - Rivedi i nostri Talk

Rosario Rasizza (presidente Assosomm): «Il Reddito di Cittadinanza non funziona: il reddito presuppone lavoro»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Il Reddito di Cittadinanza non funziona: il reddito presuppone lavoro. Lo sostiene il presidente di Assosomm, l’associazione delle agenzie per il lavoro e amministratore delegato di Openjobmetis nel parlare di reddito di cittadinanza, Rosario Rasizza.

«Noi lo avevamo intuito sin dalla prima stesura perché sarebbe diventato quasi impossibile eseguire la fase due, cioè quella del collocamento, però non siamo stati ascoltati. Sono d’accordo con il ministro Giorgetti sul chiamarlo lavoro di cittadinanza perché il reddito presuppone un lavoro a monte», dichiara a Il Giornale.

Come ricorda, «le aziende possono ricevere uno sgravio massimo mensile di 780 euro per non meno di cinque mensilità in caso di assunzione a tempo indeterminato del percettore. Noi abbiamo contestato l’impianto sin dall’inizio» spiega Rasizza «perché non ci si può sposare dopo il primo incontro. Se un lavoratore è in difficoltà e percepisce il reddito, solo testandolo sul campo se ne possono capire le potenzialità».

«L’errore commesso è non consentire alle agenzie per il lavoro di creare un sistema virtuoso, prendendo i percettori dal divano e mandandoli a lavorare per 3-4 mesi, congelando l’erogazione del reddito per il periodo di durata dei contratti. Il 30% dei nostri addetti viene assunto dall’azienda cliente. Oggi, solo come Assosomm, abbiamo 30mila posti disponibili e non abbiamo accesso alla banca dati dei percettori del reddito», dice ancora Rasizza.

Per saperne di più:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.