“La soluzione per evitare di raccontare frottole in fondo sarebbe semplice: concentrarsi un po’più sul premierato e un po’meno sulla premier”. Lo scrive Claudio Cerasa sul Foglio sottolineando che “la soluzione per evitare di raccontare frottole, di fronte alla riforma costituzionale proposta dal governo, è quella di dedicare un po’ meno attenzione a chi la riforma la sta proponendo e di dedicare un po’ più di attenzione a ciò che la riforma implica ed è quella di dedicare un po’ di attenzione a quelle che a oggi sono le implicazioni di una riforma certamente perfettibile, certamente migliorabile ma certamente non pericolosa, come hanno cominciato a sostenere le vestali pigre della Costituzione più bella del mondo.
Ma accanto ai dettagli – spiega il direttore – ci sono dei possibili giudizi, dei ragionamenti, che ci permettono di capire perché il premierato non è la riforma più bella del mondo ma è una riforma che potrebbe aiutare la Costituzione più bella del mondo a essere ancora più bella, più moderna, più efficiente, più all’altezza delle sfide di un paese come l’Italia.
La questione potrebbe essere così riassumibile: una legge che offre al premier la possibilità di nominare e di revocare i ministri; una legge che permette a un paese di avere un governo più stabile; una legge che consente a un Parlamento di avere coalizioni meno ballerine; una legge che sana un virus del sistema, ovvero la possibilità che vi siano parlamenti governabili solo attraverso maggioranze artificiose ideate dal capo dello stato; una legge che preserva gran parte delle funzioni del presidente della Repubblica, presiedere il Consiglio di supremo di difesa, detenere il comando delle Forze armate, presiedere il Csm, nominare un terzo dei componenti della Consulta, concedere la grazia, commutare le pene, eccezion fatta per la possibilità di sciogliere a propria discrezione le Camere; una legge che per mette di limitare i danni del parlamentarismo; una legge che permette di avere una durata media dei governi diversa rispetto a quella avuta in passato dall’Italia, un anno e mezzo; una legge che contiene tutti questi elementi può essere considerata ‘pericolosa’, ‘eversiva’, ‘estremista’ solo da chi considera la non governabilità, il parlamentarismo esasperato e l’instabilità come argini all’estremismo. Il premier – conclude – è quello che è, ma il premierato, suvvia, non è così male”.
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