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Piero Chiambretti (Showman): «Giusta l’esenzione del ticket per chi ha avuto il Covid. Uno Stato moderno deve essere vicino ai cittadini»

«Uno Stato moderno deve essere vicino ai propri cittadini, garantendo l’assistenza a tutti, soprattutto a chi ha meno».

Così in un’intervista a ‘la Repubblica’ Piero Chiambretti, vittima del Covid, giudica positiva la scelta di inserire nei Lea (livelli essenziali di assistenza) gli strascichi del virus, con la relativa esenzione del ticket.

Lo showman dice di non avere più effetti della malattia: «Sono stato fortunato. Pur avendo avuto una forma grave di Covid, non ho avuto effetti fisici collaterali successivi come la perdita di gusto, olfatto, sofferenza polmonare o stanchezza latente. Toccando ferro, sto bene». Ha avuto però altri tipi di traumi: «Nel giro di cinque giorni ho visto spegnersi mia madre. Per me è stato traumatico, cosa che mi porterò dentro per sempre, ma non è una conseguenza fisica».

E ricorda: «Sono stato dimesso a fine marzo 2020. Non avevo postumi, ma ero psicologicamente provato. Ero immune, ma avevo paura che gli amici mi attaccassero qualche cosa, paura di tornare in ospedale. Quando ci sei stato capisci che non è uno scherzo».

Adesso, Chiambretti aspetta di «fare il vaccino. Temo le punture, ma lo devo fare».

E sull’esenzione dal ticket per i postumi Covid, dice: «uno Stato moderno deve essere vicino ai cittadini che pagano le tasse. L’assistenza è un diritto, ancor di più per chi ha meno. L’importante è che non ci siano poi i furbetti con certificati taroccati che provano a infilarsi sorpassando chi deve essere tutelato».

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