“Mediaset sta crescendo, abbiamo cambiato passo.
E contemporaneamente la Rai si è un po’ involuta, nel senso che si è dimenticata che ‘la Rai è la Rai’, istituzione e servizio pubblico.
Invece appena c’è un leggero calo di ascolti la sua risposta è aumentare il comportamento da tv commerciale, nella speranza di ottenere qualche decimale di share che poi non sempre arriva.
Una condotta autolesionista che alla lunga fa male a tutto il sistema televisivo”.
Lo dice Pier Silvio Berlusconi, in un colloquio con il Corriere della Sera.
“Una Rai ricca e potente, di idee e di prodotto, per noi è stata un grande concorrente ma è servita a tenere alto il benchmark, perché la Rai è la guida del sistema editoriale italiano.
Se invece si comporta da broadcaster commerciale il ruolo istituzionale viene meno”, spiega l’amministratore delegato di Mediaset, per il quale “le difficoltà della Rai di oggi non sono colpa dei nuovi vertici, arrivati da pochi mesi.
Gli errori piuttosto vengono da lontano.
Chi c’è oggi mi pare voglia invece perseguire l’opportunità di portare la Rai a essere prima di tutto servizio pubblico”.
Un ragionamento, quello di Pier Silvio Berlusconi, che riguarda anche la questione canone: “I finanziamenti alla Rai sono importanti, l’Italia è il Paese che dedica meno risorse al settore audiovisivo in Europa.
Ed è un errore, perché la tv non solo un’industria che crea occupazione e indotto ma è centrale per l’identità presente e futura del nostro Paese”.
Infine, nessun commento sul caso Giambruno: “Dico solo che sono molto dispiaciuto e che ho letto ricostruzioni tragicomiche”.
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