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Marcello Pera (ex presidente Senato): «Io tra candidati? Se smentisco, confermo»

Possiamo trovare «il candidato più rappresentativo». Lo sostiene Marcello Pera, filosofo ed ex presidente del Senato, che sulla nomina del nuovo Presidente della Repubblica afferma che: «il centrodestra ha cominciato bene, chiedendo un tavolo con tutti e rivendicando il peso determinante che ha. Nessuno può imporre o farsi imporre qualcuno da nessuno».

Sulla nomina dell’attuale Draghi al Quirinale, Pera risponde: «Non saprei dire. Ci sarebbero tanti pro ma anche parecchi contro», dice in una intervista al quotidiano Libero. «Ecco un pro: Draghi è una figura altamente rappresentativa» aggiunge Pera. «Ecco un contro. Se diventa presidente della Repubblica, lascia un lavoro importante incompiuto senza sostituti di pari livello. Draghi è apprezzato da tutti. Un altro contro: Draghi è temuto da tutti».

L’ex presidente del Senato considera “carente” la nostra Costituzione sulla vecchia regola per cui “al Quirinale non ci si candida, semmai si viene candidati”. «Da qualche parte» osserva «i nostri Padri potevano pur scrivere che il presidente della Repubblica è eletto da un collegio di parlamentari e rappresentanti regionali “secondo le procedure previste dalla legge”». 

«Non mi piace il sistema di elezione. Come si fa oggi a dire che uno è “un possibile candidato”? Non ci sono candidati e i possibili sono quei milioni di italiani che hanno compiuto i cinquant’anni. Un po’ troppi, mi sembra. Oltretutto, pensi al malcapitato che si trova l’etichetta di candidato sul collo. Se sementisce, conferma. Se conferma, esce dal novero dei candidati».  

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