Se Mario Draghi venisse eletto Presidente della Repubblica ci troveremmo davanti a una «vera anomalia che crea problemi costituzionali». Lo evidenzia il deputato Pd e professore di diritto pubblico comparato, Stefano Ceccanti. «Non è mai accaduto che un presidente del Consiglio venisse eletto presidente della Repubblica. Non è un caso».
«L’elezione di un presidente del Consiglio a capo dello Stato è legittima», spiega in un’intervista a Libero. «Dal momento, però, che la carica di presidente della repubblica è incompatibile con qualsiasi altra e che c’è una cesura netta fra le funzioni dei due organi» spiega «sarebbe preferibile una dimissione immediata subito dopo l’elezione. Presidente della Repubblica e presidente del Consiglio sono cariche distinte. Non c’è la decadenza, ma una logica per cui deve dimettersi subito».
E aggiunge: a quel punto «dal momento che non appare opportuno far gestire una crisi al presidente uscente della repubblica uscente perché privo del potere di scioglimento, entra in gioco la disposizione della legge 400 del 1988 che prevede la supplenza del ministro più anziano» che in questo caso sarebbe il ministro Renato Brunetta. Quindi, dopo il giuramento del nuovo presidente «si aprirebbe la crisi di governo».
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