Peppe Provenzano (Ministro del Sud): «Lo Stato non lascerà i più deboli nelle mani dei violenti»

«Non permetteremo che il Sud e le piazze d’Italia vengano trascinate nella violenza, soprattutto non lasceremo le aree di disagio della popolazione in balia di eversori o seminatori d’odio». Lo dice ad Annalisa Cuzzocrea (Repubblica) il ministro del Sud Peppe Provenzano.

Cosa pensa sia accaduto a Napoli venerdì? E poi a Roma, Milano, Torino? Sono in azione seminatori d’odio o a esplodere è la rabbia di cittadini delusi dal governo? «Ci sono sia la protesta che l’attacco allo Stato. A quest’ultimo, dobbiamo rispondere con tutta la fermezza e la forza che servirà. Isolare gli eversori per spezzare ogni tentativo di saldatura con le legittime proteste. Ma la rabbia sociale invece va guardata negli occhi, bisogna ascoltarla e rispondere».

La protesta violenta era organizzata dalla malavita? «A Napoli ultrà, estrema destra e sottobosco camorristico si sono uniti. E si sono aggiunte frange di estrema sinistra. Mi sono assunto la responsabilità di dire che quelle scene di guerriglia non c’entravano nulla col disagio sociale e lo confermo perché ieri la città ha nuovamente protestato in modo duro, ma pacifico».

Teme che le mafie possano prendere il sopravvento in mezzo a rabbia e rancore? «La camorra è il primo nemico dei commercianti, vuole solo rafforzare racket e usura, come hanno denunciato a Palermo. Anche durante la prima fase della pandemia abbiamo visto un tentativo delle mafie di cercare consenso sociale. I boss distribuivano pacchi di pasta. Ma lo Stato non ha lasciato spazi, è intervenuto con gli aiuti alimentari con i comuni, poi con i fondi della coesione, sostenendo il terzo settore. Respingeremo il tentativo anche stavolta. Sono anche d’accordo con la ministra dell’Interno Lamorgese per rafforzare le misure antiracket».

Perché secondo lei le proteste sono esplose adesso e non durante la prima ondata? «Perché la frustrazione e la sofferenza sociale sono reali».

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