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Pensioni, finestre strumento barbaro. Sfregio ai giovani | L’analisi di Tito Boeri

Tito Boeri su Repubblica definisce le norme sulle pensioni in Manovra ‘uno sfregio ai lavoratori’.

“Sulle pensioni pubbliche la maggioranza di governo sembra soffrire di una grave forma di schizofrenia, una patologia grave quando si ha a che fare con i piani a lungo termine delle famiglie. Toglie con una mano, soprattutto ai giovani e alle donne, quello che concede con l’altra a chi sta andando oggi in pensione.”

“Il governo – scrive l’editorialista – ha per mesi sostenuto di voler sterilizzare l’indicizzazione delle pensioni alla speranza di vita. Nella legge di bilancio presentata a ottobre ha poi optato per limitarsi a ritardare l’entrata in vigore di questo adeguamento. Certo, molto meglio della sterilizzazione che avrebbe aperto una voragine nei conti pubblici paragonabile a quella del superbonus. Ma anche il semplice rinvio dell’entrata in vigore dell’adeguamento crea un pericoloso precedente perché corrompe un automatismo che ha un fondamento oggettivo. Se si vive più a lungo, si percepirà la pensione più a lungo. La longevità rende, in altre parole, di per sé più generose le pensioni perché aumenta il numero dei versamenti mensili che verranno effettuati.”

“Nel maxi-emendamento si opera in direzione opposta a quella appena descritta: si inaspriscono i requisiti anagrafici per la pensione anticipata per le generazioni che matureranno i requisiti dal 2031 in poi. Lo si fa indipendentemente dall’aumento della longevità e in modo assai poco trasparente: operando sul sistema delle cosiddette finestre anziché sui requisiti espliciti di pensionamento.”

“Le finestre sono uno strumento barbaro, iniquo e offensivo dell’intelligenza dei contribuenti. Illudono una persona di poter andare in pensione a una certa età e anzianità contributiva. Ma la maturazione dei requisiti non coincide con l’erogazione della pensione perché ci sono queste “finestre” che ritardano i primi pagamenti. Al di là della simbologia rovesciata — le finestre dovrebbero offrire un’immagine di apertura, di nuove prospettive e qui invece diventano un tornello bloccato — si tratta di una colossale presa in giro, soprattutto di coloro che hanno problemi di liquidità e non possono permettersi di rimanere per mesi senza stipendio e pensione. O, se volete – conclude – sono una espressione della codardia del decisore politico che ha paura di dire le cose come stanno, cioè che si sta aumentando l’età di pensionamento.”

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