Sull’erogazione dei prestiti alle imprese, sulla base del dl liquidita’, bisogna abbassare le tensioni. I finanziamenti fino a 25.000 euro arriveranno alle imprese entro 24 ore dal completamento della pratica, mentre resta l’incognita tempi per quelli di importo superiore. I finanziamenti fino a 25.000 euro non richiedono la presenza delle persone nelle filiali: le richieste possono, e devono, essere fatte per via telematica. Per garantire che si potesse partire da oggi con le domande di questi prestiti, le banche hanno lavorato anche sabato e domenica, ma non possono da sole salvare l’Italia. Gli istituti di credito stanno facendo piu’ del loro dovere, pur essendo soggetti privati sono stati militarizzati, ma bisogna metterli in condizioni di poter svolgere questo compito. Il decreto liquidita’ e’ complesso, non ha abrogato la normativa gia’ in vigore, ma ha aggiunto norme.
E’ quanto spiegato a Circo Massimo su Radio Capital dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. “Se non scoppiano i computer”, ha affermato Patuelli riferendosi indirettamente al crash del sito dell’Inps nel primo giorno di richieste bonus del Cura Italia, “dal momento in cui la pratica e’ completata in 24 ore si potra’ ottenere l’accredito del prestito”. Per i prestiti fino a 25.000 euro “oggi dovrebbe essere tutto regolare”, ha proseguito il numero uno dell’Abi sottolineando come “il sistema bancario non e’ un orologio, quindi c’e’ chi e’ piu’ efficiente e chi meno. Ma bisogna abbassare il livello di tensione su questi eventi”. “La cosa piu’ importante -ha aggiunto- e’ non andare in filiale: si puo’ fare tutto in via telematica, per mail, per telefono”, ha proseguito Patuelli spiegando che “non vengono date banconote. Ci sono le norme antiriciclaggio: il decreto 8 aprile non ha abrogato le normative preesitenti. La Banca d’Italia ha detto che le norme antiriciclaggio devono essere applicate in maniera piu’ che rigorosa”.
A proposito del tempo necessario per i finanziamenti superiori ai 25mila euro, per i quali servono altre verifiche, Patuelli ha precisato che “non e’ possibile ipotizzare una tempistica media. Le banche sono imprese in concorrenza tra di loro e anche in questa occasione dimostrano l’efficienza concorrenziale con tempi il piu’ brevi possibile”. Le banche, ha messo in evidenza il presidente dell’Abi, “stanno facendo un doppio lavoro, sono state militarizzate, ma non sono delegate a salvare l’Italia. Noi da sole non possiamo salvare l’Italia”. “Siamo umili, non ci montiamo la testa. Dobbiamo essere agevolati in queste lavoro. Le normative devono essere piu’ semplici”, ha proseguito. Molto preoccupata per le possibili tensioni in banca la Fabi. Il indacato dei bancari ha attivato una task force per monitorare eventuali episodi di tensione che potrebbero verificarsi con il via alle richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato grazie al decreto legge “liquidita’”. La Fabi ha chiesto a tutti i dirigenti sindacali, ai coordinatori nazionali -aziendali e di gruppo- di segnalare situazioni di prevaricazioni ed offese a danno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. “Cosi’ sconfiggiamo il virus della violenza”, ha scritto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, in una comunicazione inviata a tutte le strutture dell’organizzazione nella quale ha sottolineato che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e tutti i Prefetti dell’intero territorio nazionale hanno assicurato, per questi giorni, la massima presenza e vigilanza delle agenzie di banca.








