”In un mondo dominato dall’apparire, dai pensieri superficiali, dalla banalità sia del bene che del male, l’antica lezione della prudenza merita di essere recuperata”.
Lo sottolinea la catechesi letta durante l’udienza generale da un collaboratore del Papa.
”La prudenza – sottolinea la catechesi incentrata sulla virtù della prudenza- è la qualità di chi è chiamato a governare: sa che amministrare è difficile, che i punti di vista sono tanti e bisogna cercare di armonizzarli, che si deve fare non il bene di qualcuno ma di tutti”.
”La prudenza insegna anche che, come si suol dire, ”l’ottimo è nemico del bene”.
Il troppo zelo, infatti, in qualche situazione può combinare disastri: può rovinare una costruzione che avrebbe richiesto gradualità; può generare conflitti e incomprensioni; può addirittura scatenare la violenza”, evidenzia il discorso.
”La persona prudente è anche previdente.
Una volta decisa la meta a cui tendere, bisogna procurarsi tutti i mezzi per raggiungerla.
Tanti passi del Vangelo ci aiutano a educare la prudenza.
La vita cristiana- si sottolinea nel discorso – è un connubio di semplicità e di scaltrezza.
Preparando i suoi discepoli per la missione, Gesù raccomanda: ‘Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe’.
Come dire che Dio non ci vuole solo santi, ci vuole santi intelligenti, perché senza la prudenza è un attimo sbagliare strada!”.
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