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Paolo Valentino (Corriere della Sera): «La finzione di Putin è finita»

Paolo Valentino commenta sul Corriere della Sera la mobilitazione parziale delle forze militari russe ordinata dal Cremlino.

“La finzione è finita: Vladimir Putin – scrive Valentino – smaschera suo malgrado la grande bugia dell’’operazione speciale’ e definisce in termini esistenziali la posta in gioco. Anche se non usa la parola, la guerra ha raggiunto la Russia.

Non si tratta più di «liberare e denazificare» l’Ucraina, ma di difendere la nazione dall’Occidente collettivo, che vuole «indebolire, dividere e distruggere la Russia».

Putin torna perfino a evocare, senza menzionarlo esplicitamente, l’eventuale uso di armi nucleari, una minaccia velata ma apocalittica, con cui vorrebbe costringere Kiev e i suoi alleati occidentali ad accettare le conquiste territoriali fin qui ottenute dalle truppe russe e ora in bilico.

Con la frettolosa convocazione dei referendum per annettere le aree del Donbass, Putin traccia una linea rossa che nelle sue intenzioni dovrebbe scoraggiare nuovi attacchi contro quello che, dopo i plebisciti dall’esito scontato, Mosca considererà territorio russo a tutti gli effetti”.

Per l’editorialista del Corriere “quella di Putin è una scommessa ad alto rischio, che ne svela i ridotti margini di manovra, sia sul terreno, dove le forze ucraine hanno rovesciato il conflitto riconquistando ampie zone, sia all’interno della Russia, dove è sempre più difficile per lo Zar tenere a bada uno scontento diffuso. Che l’azzardo di Putin paghi in termini militari è tutto da verificare. Ci vorrà tempo prima che i 300 mila nuovi soldati siano schierati e operativi.

Ciononostante, non bisogna sottovalutare il leader russo, soprattutto ora che è nell’angolo. Tenere il punto della fermezza e allo stesso tempo evitare provocazioni – conclude -, sono due facce della stessa medaglia”.

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