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Paolo Gentiloni, commissario UE: “Con il dominio degli algoritmi nel mondo del lavoro c’è il rischio di una bomba sociale”

Chi non capisce che la Russia è un pericolo “vive come un sonnambulo.

Serve più Europa per fare la pace”.

L’intelligenza artificiale?

“È una grande opportunità, ma non possiamo permetterci che la sostituzione del lavoro diventi una bomba a orologeria”.

Il futuro dell’Europa?

“Servono più iniziative come il NextGenerationEu“.

Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici, ha aperto il Festival internazionale dell’Economia di Torino dialogando con il direttore de La Stampa Andrea Malaguti di conoscenza e lavoro, ma anche di politica, guerra e immaginando il futuro dell’Unione europea a dieci giorni dalle prossime elezioni.

La foto ‘Tutti gli occhi su Rafah’, prodotta con l’intelligenza artificiale, misura la sensibilità globale su quello che accade in Medio Oriente.

Ma il rischio è che la AI serva a creare fake news.

“L’immagine riflette lo stato d’animo dell’opinione pubblica internazionale, a prescindere dalle opinioni che si hanno sulla situazione.

Quando questi simboli intercettano l’attenzione su quello che accade per richiamare l’attenzione internazionale e per evitare che a Rafah si consumi una tragedia superiore a quella già in atto, è un bene.

Invece, sono molto preoccupato quando la tecnologia serve per costruire notizie false come accade in alcuni Paesi europei, dove sono presenti popolazioni russofone, alla vigilia delle elezioni”.

Spostandosi sulle europee, il 9 giugno “la maggioranza europeista, composta da popolari, socialisti e liberali, dovrebbe conquistare 390 seggi.

Fatico a immaginare che non ci sia collaborazione tra questi partiti per guidare l’Unione.

Tuttavia non è detto che i loro numeri siano sufficienti per fare il presidente della Commissione, cinque anni fa a Ursula von der Leyen servì anche l’appoggio dei verdi”.

Alla domanda sulla possibilità che Mario Draghi guidi la Commissione, Gentiloni ha detto che “su Draghi non mi esprimo neppure sotto tortura.

I candidati sono Schmit per i socialisti e von der Leyen per i popolari.

Cinque anni fa il candidato del Ppe era Manfred Weber, ma non arrivò alla meta.

Cosa succederà lo capiremo alla riunione informale del 17 giugno.

In questa campagna, però, si è parlato più di Europa: abbiamo capito quanto sia importante l’Ue, anche in Italia”.

È molto importante, ha aggiunto, “che un Paese come l’Italia resti ancorato alle scelte fatte 80 anni fa e che questo governo ha confermato.

Tenere ferma questa linea, come sull’invasione russa dell’Ucraina, è fondamentale.

Perché c’è un disegno ovvio da parte di chi ha invaso l’Ucraina e affonda le sue radici in quanto accaduta negli ultimi anni, dalla Georgia alla Crimea.

Ero ministro degli Esteri quando è successo, nessuno capì a fondo la situazione e sottovalutammo il problema.

Eravamo convinti che ci potesse essere un’evoluzione dei rapporti con la Russia attraverso il commercio.

Se non capiamo ora il pericolo, siamo dei sonnambuli.

Ci vuole la forza dell’Europa per fare la pace”.

Tornando all’AI, 7 aziende americane hanno un potere mai visto prima.

“La partita a livello internazionale si gioca su tre livelli: la ricerca e la qualità dell’innovazione; la potenza dei computer e la quantità dei dati disponibili.

Sui computer recuperiamo terreno, grazie anche all’Italia, ma sulla ricerca scontiamo investimenti privati ridotti al minimo.

I fondi pubblici sono pochi, è vero, ma la differenza con gli altri Paesi la fanno i privati.

Serve il mercato unico dei capitali”, ha spiegato il commissario, spiegando che “sulla quantità di dati, l’Europa non deve vergognarsi di regolare: quasi sempre lo facciamo bene e lo abbiamo fatto anche con l’AI vietando, per esempio, il riconoscimento biometrico.

E poi abbiamo normato la concentrazione, per tutelare la concorrenza.

Tuttavia, serve equilibrio per valutare l’impatto della tecnologia”.

Ma c’è un rischio di sostituzione del lavoro.

“In Commissione ne parliamo molto.

Penso che l’AI possa essere molto utile per il servizio di traduzione – ogni anno traduciamo 22 milioni di pagine – o per prendere appunti.

La tecnologia deve aiutare l’uomo a lavorare meglio, quindi dobbiamo agire sulle politiche attive perché non si trasformi in una bomba a orologeria”, ha detto.

Parlando di Pnrr, “senza”, la crescita “sarebbe sprofondata.

Con i fondi Ue abbiamo rassicurato i mercati e sostenuto il rimbalzo degli ultimi anni, quando l’Europa è cresciuta più della Cina.

Ma poi la Russia ha invaso l’Ucraina e l’impatto per la nostra economia è stato devastante.

Molto più che per il resto dell’Occidente.

Considero quasi un miracolo il modo in cui ne siamo venuti fuori con un 2023 sostanzialmente in stagnazione, mentre adesso si prospetta una crescita moderata”, ha spiegato Gentiloni.

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