«Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste». Così Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’economia, è intervenuto in un’intervista al Financial Times online. Secondo Gentiloni, l’ex presidente della Bce «conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia».
Nel testo il commissario Ue osserva la differenza tra l’eventuale governo Draghi e quello di Monti, che guidò tra il 2011 e 2013. Durante il governo Monti i rendimenti del debito sovrano erano a livelli insostenibili, quando la Troika stava imponendo riforme impopolari. «Monti aveva una missione di salvataggio, quella di Draghi sarà una missione volta a non mancare un’opportunità storica». Opportunità storica, «anche se persistono alcuni dei problemi che esistevano 8 o 9 anni fa, ora c’è la possibilità di affrontarli in un contesto positivo legato a una forte spinta alla crescita e alla ripresa, e non in quello di salvare il Paese dalla Troika», spiega Gentiloni.
Secondo l’ex premier, l’Italia ha fatto progressi sul fronte delle riforme su pensioni e mercato del lavoro, ma meno su quello della lentezza della giustizia, delle regole sulla competizione, e delle lungaggini burocratiche.
Il successo o il fallimento dell’eventuale governo Draghi nell’utilizzare le risorse del Recovery e nel fare le riforme, osserva il Financial Times, «sarà cruciale non solo per il futuro dell’Italia ma anche per la credibilità del piano economico più ambizioso lanciato dall’Ue dalla nascita dell’euro».








