L’accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery Fund “è fondamentale per far ripartire il Paese. Un momento di svolta da gestire con lungimiranza e determinazione”. Lo sottolinea in una intervista al ‘Corriere della Sera’ Emanuele Orsini, vicepresidente di Confindustria per Fisco, credito e finanza, aggiungendo che però ora “servono al più presto piani d’impiego delle risorse seri e credibili. Occorre stimare ex ante obiettivi, tempi e risorse evitando di aumentare la spesa pubblica corrente”.
“Finché ci sarà incertezza sulla situazione sanitaria di nostri partner fondamentali e resta l’incognita del virus in autunno non si potrà parlare di ripresa. Sono preoccupato per l’export. Dobbiamo ripartire con le grandi fiere del made in Italy appena possibile” aggiunge rilanciando l’allarme liquidità con un totale di richieste di garanzia per 266 miliardi.
“Le aziende avranno forte bisogno di liquidità” mentre quelle sul credito ‘imposta previste dal decreto Rilancio per chi rafforza il capitale “sono misure complesse che hanno una durata eccessivamente breve poiché scadono al 31 dicembre”. Da Orsini arriva così l’invito ad “azzerare la tassazione per rivalutare gli asset aziendali, consentendo anche la rivalutazione di un singolo cespite, come un capannone. Contemporaneamente, dobbiamo rinegoziare i debiti e allungarne le scadenze. Bisogna potenziare in quest’ ottica il sistema delle garanzie”.
Infine, oltre alla richiesta di sospensione dell’Irap, il vicepresidente di Confindustria invoca “una riforma complessiva e coraggiosa del Fisco”.








